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Fausto Filippone: marito-papà killer del viadotto A14, chi era

di Federica Federico

21 Maggio 2018

Chi era Fausto Filippone? 49enne omicida-suicida, ha lanciato una bimba di 12 anni da un viadotto poco dopo aver abbandonato la sua compagna, mamma della stessa bambina, al pronto soccorso ed essere scappato verso la morte lasciando ai sanitari false generalità.

 

La donna è precipitata dal quarto piano di uno stabile a Chieti Scalo ed è deceduta in ospedale a seguito delle gravissime lesioni riportate, l’ipotesi al momento più plausibile è che Fausto Filippone l’abbia spinta – e quindi uccisa – per poi completare la tragedia togliendo la vita a Ludovica e suicidandosi.

Fausto Filippone: marito-papà killer del viadotto dell'A14, chi era

Una famiglia sterminata da Fausto Filippone, perché e cosa ha spinto quest’uomo a tanto?

 

I giornali titolano, facendo riferimento al marito killer: “Lancia la figlia da un ponte dellʼA14 e si getta nel vuoto dopo ore“, ma queste succinte informazioni meritano dei chiarimenti.

 

Tutto è accaduto Chieti su un ponte dellʼA14;

 

quel che è certo è che Fausto Filippone ha costretto Ludovica (12 anni circa) a scavalcare con lui la rete di contenimento di un viadotto e una volta dall’altra parte l’ha lasciata cadere nel vuoto;

 

Ludovica ha affrontato un volo di 40 metri e una volta a terra probabilmente è morta sul colpo.

 

Rispetto alla morte di Ludovica e della sua mamma, il prima e il perché vanno ancora accertati.

 

Si sa che gli automobilisti in transito, ovvero quelli che hanno visto Filipponi scavalcare e la bimba cadere, hanno immediatamente allertato i soccorsi. Tuttavia, una volta sul posto, le autorità e i sanitari non hanno potuto immediatamente raggiungere la piccola perché dall’alto del viadotto quell’uomo, Fausto Filippone, minacciava di lanciarsi nel vuoto e imponeva a tutti di stare lontano da quel povero corpo.

 

Alcune fonti stampa riferiscono che, secondo i testimoni, la bambina non avrebbe urlato, si insinua il sospetto di una possibile sedazione.

 

Sul posto è stato necessario l’intervento di un mediatore e pare che anche la sorella del killer sia arrivata sul viadotto.

 

Ma gli sforzi delle autorità non sono valsi a nulla, l’uomo, che continuava a implorare perdono, si è lanciato nel vuoto dopo sette ore di resistenza fisica ed emotiva con i piedi ben saldi su qualche centimetro di cemento e le mani aggrappate alla rete di contenimento.

Fausto Filippone: marito-papà killer del viadotto dell'A14, chi era

Quando ha mollato la presa, Fausto Filippone ha chiuso un cerchio di morte disegnato da lui stesso.

 

Procediamo con ordine:

 

  • nella mattinata era morta la convivente di Filippone, Marina Angrilli, 52 anni, professoressa al Da Vinci di Pescara. La donna è precipitata dal balcone di un appartamento di Chieti.

 

L’appartamento non era quello in cui la professoressa viveva col compagno e con sua figlia dodicenne, la famiglia abitava a Pescara, si trattava bensì di una casa normalmente affittata agli studenti universitari.

 

Marina è precipitata dal quarto piano, a quanto pare nessuno dei condomini l’ha vista volare dal balcone di casa, le testimonianze ricordano solo un urlo. La disperazione urlata da Marina mentre volava nel vuoto è stata il sintomo di una tragedia già consumata, poi lo schianto.

 

  • Proprio Fausto Filippone ha portato la donna in pronto soccorso, precisamente presso il presidio di Chieti Scalo, però non è rimasto accanto a lei, anzi ha lasciato false generalità ai sanitari e senza indugiare è andato via portando con sé Ludovica.

 

Gli inquirenti ipotizzano che a lanciarla nel vuoto sia stato proprio il compagno, ed ecco spiegato perché, una volta sul viadotto, l’uomo implorava perdono mentre cercava il coraggio di lanciarsi nel vuoto.

 

Marina è deceduta in ospedale per le gravi lesioni riportate, intanto Ludovica, sua figlia, stava già morendo sul viadotto di Valle Merlo al chilometro 390 dell’A14.

 

Il giornale.it afferma che la casa in cui Marina Agrilli è forse stata uccisa era quella familiare, notizia smentita dal TGCOM, ma aggiunge un dettaglio non secondario sostenendo che Ludovica non fosse figlia biologica di Filippone.


Aggiornamento al 23 maggio 2018 – ore 10:20

Subito dopo i tragici fatti di lunedì alcune fonti stampa hanno insinuato un dubbio gravoso: si è parlato di una paternità non biologica di Fausto Filippone rispetto alla piccola Ludovica.

Ebbene questa dettaglio non secondario viene chiarito dal fratello di Marina Agrilli.

L’ansa riporta la dichiarazione ufficiale del fratello di Marina Agrilli:

Mia sorella Marina era regolarmente sposata con rito civile con Fausto Filippone. Mia nipote Ludovica era figlia legittima della coppia. Una famiglia normalissima, sana e di buoni principi!.

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI SULLA VICENDA ALLO STATO DELLE INDAGINI, COME RIPORTATE DALLE FONTI SAMPA.

 


Le motivazioni che hanno spinto Fausto filippine a trasformarsi in un killer sono ignote.

 

Chi parla di lui lo descrive come una persona normale, nulla avrebbe lasciato presagire una tragedia così enorme. Era impiegato come dirigente in una ditta d’abbigliamento, era laureato in economia aziendale e con Marina formavano una famiglia da ben dieci anni.



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