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Adriano Celentano Festival Sanremo 2012: polemiche, fischi e retroscena

Federica Federico

di Federica Federico

20 Febbraio 2012

Adriano Celentano a Sanremo Polemiche, fischi in sala e retroscena  Partecipazione di Adriano Celentano a Sanremo: polemiche, fischi in sala e retroscena – tutto sul Molleggiato al Festival di Gianni Morandi

Celentano arriva a Sanremo dopo un “Si” concesso a Gianmarco Mazzi, direttore artistico del Festival di Sanremo insieme con Morandi. Adriano accetta di partecipare non al Festival ma al Festival dell’amico Gianni Morandi. I due artisti sono legati da un rapporto lungo e stratificato che sul palco dell’Ariston si è palesato:

Duettano … e cambia il mondo … nella commozione di Morandi l’emozione della musica, dell’arte che diviene sentimento e dà vibrante forza, libera emozioni e trasmette passioni.

Il Molleggiato ha preteso carta bianca, nessun limite doveva essere imposto alle sue performance, nessuna censura né veto poteva interessare i suoi spazi; in piena libertà Adriano Celentano ha gestito il proprio Sanremo.

Le polemiche sono state vive ed accese, Adriano ha tuonato contro la stampa cattolica e questa “scelta” è stata considerata come una “presa di posizione” antiliberale ma Celentano aveva, probabilmente, tutt’altro intento che ribadisce aprendo il suo intervento nella serata finale del Festival di Sanremo. Sabato, infatti, Celentano ha confessato al suo pubblico: << La corporazione dei Media si è coalizzata in massa contro di me, neanche se avessi fatto un attentato allo Stato>>

Adriano ringrazia Don Mario Pieracci, il togato – ospite di Mara Venier alla Vita in Diretta – ha colpito Celentano: http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=2012-02-15&ch=1&v=109442&vd=2012-02-15&vc=1

(Minuto 1:18:12 della registrazione).

Il prete ha compreso il messaggio di Adriano e lo ha “decriptato”. Lo scopo di Celentano era nobile, <<è stato un pungolo nella Chiesa>> dice Don Mario e aggiunge che – sebbene l’artista poteva risparmiarsi i riferimenti all’Avvenire ed a Famiglia Cristiana – Adriano ha, sul palco dell’Ariston – dimostrato di essere un uomo che ha scoperto Dio e lo vuole mostrare e far conoscere a tutti.

sanremo 2012 adriano È stato dunque un messaggio di amore, speranza e vita quello di Adriano  Celentano? Certamente si!

E i fischi?

Morandi ha una sua personale opinione sulle contestazioni mosse contro Celentano, la esplicita pubblicata sulla Stampa.it:

<< Le contestazioni e i fischi rivolti ad Adriano Celentano eranoCelentano Sanremo 2012 assolutamente pilotate. […] Abbiamo mandato una persona in galleria e c’erano tre-quattro persone che sistematicamente fischiavano, con uno schema preciso. Era tutto organizzato, non so da chi, ma lo era. È impossibile che all’Ariston succeda una cosa del genere, non l’ho mai visto in tanti anni di Festival. Era un’operazione troppo mirata».

Di fatto Celentano fa sempre parlare di sé e la concentrazione mediatica intorno alla sua figura è una nota e ricorrente conseguenza di ogni sua apparizione televisiva.

Del resto la potenza comunicativa del molleggiato era ampiamente prevista. In una intervista a Gente (n°8 del 21\2\2012) lo stesso Morandi affermava: <<Avere Adriano al Festival è un sogno, lui è l’Italia>>.

Chi ha fischiato Adriano Celentano? Non è dato saperlo. Sta di fatto che in pochi hanno voluto comprenderlo. Il Molleggiato ha sanremo 2012 celentanotoccato il “potere forte”, la Chiesa, una istituzione che al pari dello Stato, governa, comanda ed impera, che è potere “politico” ed economico, che influenza coscienze individuali e scelte governative. Ciò che è difficile ammettere, invece, è che il Molleggiato aveva con buona probabilità intenzione di scuotere anime e cuori riflettendo sulla caduta dei valori sociali e sulla graduale, costante ed irrefrenabile perdita dei principi basilare del buon vivere.

Chi non aspira a Dio non è “umano”, generoso o altruista perché resta legato alla persecuzione del proprio benessere individuale, rintracciando in esso l’unica soddisfazione della vita. In una visione laica Dio è l’equivalente del bene. Colui che non è ispirato dal bene si imbruttisce, si chiude su se stesso e si inaridisce. Ecco che la società tutta diviene sterile, violenta e meschina.

Il bisogno di Dio è, dunque, bisogno d’amore, rispetto e “salvezza”. In questo senso il messaggio di Celentano non avrebbe meritato nessuna polemica né opposizione.

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