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Attentato di Brindisi: ultime notizie e novità nelle indagini

Funerali di Melissa: tanta folla unita per l'ultimo saluto. Poche prove contro l'uomo sospettato

Redazione VitaDaMamma

di Redazione VitaDaMamma

22 Maggio 2012

La Sacra Corna Unita si fa viva “Prenderemo noi gli attentatori”.

Ieri pomeriggio si è svolto il funerale di Melissa Bassi, la studentessa di sedici anni, che ha perso la vita nell’attentato di sabato scorso a Brindisi davanti all’Istituto Professionale Morvillo Falcone.

Nella piazza di Mesagne adiacente adiacente alla chiesa, una folla di circa 10mila persone ha accolto il feretro, tanti studenti, molta gente comune.

Su qualche balcone è posta la bandiera tricolore listata al lutto.

Palloncini, fiori bianchi, qualche foto di Melissa sorridente, diversi striscioni che gridavano il dolore, la rabbia e il ricordo di quanto è accaduto.

Tanti i manifesti affissi di parenti, amici o di gente semplice che partecipa al dolore per la morte di una figlia di tutti. Il fidanzato Mario scrive “Ciao Melissa, rimarrai sempre nel mio cuore“.

Al funerale hanno presenziato il Presidente del Consiglio Monti e alcuni ministri.

La cerimonia è ufficiata da mons. Rocco Talucci, arcivescovo di Brindisi.

A Mesagne è lutto cittadino, i negozi restano chiusi, con le saracinesche abbassate in segno di lutto e un volantino in mostra con la foto della ragazza e la frase “Ciao Melissa”.

La chiesa, che può accogliere 700 persone era colma, sull’altare una foto della giovane, un cuscino rosso a forma di cuore, dei fiori bianchi e rosa.

Il padre siede in prima fila, senza la moglie che è ricoverata ancora in stato di shock e a causa di un malore dopo aver appreso la notizia della morte della figlia. Ci sono la nonna e dei parenti, le compagne di scuola indossano una maglietta bianca con la scritta “Melissa, resterai sempre nei nostri cuori“.

Durante l’omelia il parroco invita i colpevoli a costituirsi per sottoporsi alla giustizia umana.

Sul fronte delle investigazioni, non ci sono novità conclusive.

L’uomo sospettato di corrispondere all’identikit tracciato grazie alla registrazione delle telecamere di sorveglianza, è stato rilasciato insieme al fratello, dopo essere stato interrogato a lungo. Non esistono prove sufficienti per confermare il sospetto, benché sussistano elementi di corrispondenza: l’età, le competenze elettroniche richieste per il confezionamento dell’ordigno, la somiglianza, la menomazione all’arto superiore destro.

Molte studentesse hanno dichiarato di aver notato circa una settimana prima dell’attentato un uomo che stazionava nei pressi della scuola, fissando le ragazze. Da loro definito come “il maniaco”, aveva attirato l’attenzione di molti, poiché per diversi giorni è stato visto sostare davanti all’edificio, quando incrociava lo sguardo di qualche ragazza, lo abbassava prontamente. Una delle giovani ricoverate per le ferite, sembrerebbe aver confermato l’ipotesi che si possa trattare di un sospetto con fisionomia simile a quella dell’identikit tracciato.

Un messaggio arriva dalla Sacra Corona Unita direttamente da Raffaele Brandi, esponente capo della frangia brindisina, che si è rivolto al caposcorta del pm Milto de Nozza: la SCU è estranea al fatto, continuando “Dite al procuratore che se li prendiamo noi gli attentatori, ce li mangiamo vivi, è questo il messaggio“.

Ai fautori dell’attentato conviene costituirsi, prima che vengano trovati dagli uomini della Sacra Corona Unita, la cui giustizia non è clemente come quella della legge.

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