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Il pesce nell’alimentazione dei bambini

Alimentazione dei bambini - mangiare il pesce: quanto mangiarne, come cucinarlo e quale preferire

DottAntonio

di Dott. Antonio Cretella

21 Giugno 2012

Considerato da sempre tra gli alimenti maggiormente allergizzanti, fino a qualche anno fa si suggeriva di ritardare l’introduzione del pesce nella dieta dei più piccoli almeno fino all’anno di età.

Oggi invece, grazie ad alcuni studi, sembra addirittura che l’introduzione di questo alimento possa ridurre il rischio di allergia.

Il pesce, come le carni rosse e quelle bianche, è una fonte primaria di proteine ad alto valore biologico, fondamentali nel garantire il giusto sviluppo del bambino.

Esso è ricco di nutrienti preziosi per la crescita e utili a  rafforzare le difese immunitarie dei più piccoli,  preservandoli da possibili malattie. La presenza di provitamina D ad esempio, è fondamentale per garantire il giusto assorbimento di calcio.

Inoltre vista e funzioni cerebrali, con il frequente consumo di questo alimento, sono al sicuro grazie alla presenza di acidi grassi polinsaturi, come gli Omega 3, che, a differenza di quelli saturi contenuti in carne e latticini, proteggono anche l’apparato cardiovascolare.

Tra i sali minerali soprattutto lo iodio e poi il fluoro, oltre allo zinco e il fosforo rendono questo alimento un validissimo alleato nel proteggere i denti dei nostri piccoli dalla carie, nonché nel regolare il funzionamento della tiroide.

Il consiglio quindi è quello di inserire pesce due o tre volte la settimana nell’alimentazione dei nostri bambini e perché no anche nella nostra.

Così se gli omogeneizzati rappresentano ancora la scelta più semplice per un inizio soft intorno al 6°-7° mese, già dall’8°-9° mese è possibile sperimentare nuovi piatti con del pesce fresco o surgelato.

Contrariamente alla presunta difficoltà di pulirlo e cucinarlo, il pesce andrebbe sempre preparato al forno, alla griglia oppure in umido, accompagnato da verdure fresche di stagione come pomodori, carote ed erbe aromatiche.

Ecco quindi che per i più piccoli il pesce come la sogliola o il merluzzo, oltre ad essere tra le scelte più facili da pulire, poiché le loro spine ben evidenti si eliminano facilmente, rappresentano il giusto mix tra nutrimento e digeribilità con un ottimo apporto di calcio.

Invece orata e trota, ben puliti prima di portarli in tavola, sono tra i pesci più ricchi di proteine e particolarmente adatti per bambini anemici perché ricchi di ferro.

Quindi ricordiamo di preferire sempre le varietà più magre di pesce anche per la nostra dieta, poichè più ricche di sostanze benefiche per nostra salute.

Ad esempio la platessa, la cernia, il dentice e il branzino, sono le specie migliori, consigliate anche da molti nutrizionisti, per chi vuole perdere peso restando in salute. Al contrario andrebbero consumati con meno frequenza specie come il salmone o il tonno, sicuramente più grassi; o ancora  crostacei e molluschi che possono  risultare potenzialmente allergizzanti.

 

 

 

 

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