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Bill Iffrig, l’eroe simbolo della maratona di Boston

Bill Iffrig, immagine simbolo dell'attentato alla maratona di Boston

Federica Federico

di Federica Federico

17 Aprile 2013

Bill Iffrig immagine simbolo dell'attentato alla maratona di BostonBill Iffrig, veterano e maratoneta di 78 anni, è il simbolo della forza di Boston e degli americani che non vogliono piegarsi dinnanzi al terrorismo!

Oggi Bill incarna il coraggio di chiudere e vincere una corsa contro il terrorismo e la violenza:

è stato il primo a cadere dinnanzi agli occhi del mondo sopraffatto dall’onda d’urto della bomba di Boston e la foto che lo ritrae riverso in terra sta facendo il giro del mondo. Ma l’immagine (che potete osservare qui a sinistra) ha un seguito: Bill si è rialzato ed ha voluto tagliare il traguardo dimostrando che il terrorismo non può fermare l’America.

La maratona di Boston 2013 è stata macchiata dal sangue, è stata lacerata dal dolore e distrutta dallo sgomento della lotta terroristica. La morte è arrivata da alcuni cestini dell’immondizia collocati sui marciapiedi, lì gli oscuri, temibili e spietati terroristi avrebbero sistemato le loro armi mortali. gli esplosivi di boston

Le bombe erano destinate ad esplodere dinnanzi alle televisioni internazionali, proprio mentre la maratona patriottica di Boston volgeva al termine.

Colpisce il fatto che gli esplosivifossero pentole a pressione cariche di chiodi e biglie di acciaio. La CNN le ha definite armi piuttosto artigianali, in realtà sono armi letali preparate con maestria e sono assai simili alle bombe che i terroristi fabbricano per sferrare i loro attacchi contro i soldati in Iraq e in Afghanistan.

  • Il terrorismo cos’è e perché arriva all’improvviso portando morte e dolore?

gli esplosivi boston maratonaIl terrorismo non esisterebbe se non esistessero le guerre e sin tanto che ci saranno conflitti armati e violenti nel mondo esisterà e resisterà pure il terrorismo. Esso è infatti una modalità di “lotta politica” violenta che sposta l’atrocità delle guerre anche in territori non fisicamente interessati dai conflitti ma politicamente e militarmente coinvolti in guerre e battaglie sanguinarie. In questo senso gli attentati e i sabotaggi non sono diversi dai bombardamenti o dai raid armati condotti dai militari nelle aree di guerra.

Il terrorismo perciò è la più pericolosa, disumana e disperata conseguenza dei conflitti umani e politici, esso miete vittime civili innocenti e lontane dalle logiche della guerra.

gli esplosivi boston maratonaLe città colpite dagli attentati vivono un lutto profondissimo, piangono i loro morti e restano sgomente dinnanzi alla presa di coscienza della violenza assoluta e incontenibile delle guerre. Ma le città dilaniate dagli atti terroristici soffrono pure e soprattutto il fatto di scoprirsi improvvisamente vulnerabili: troppo spesso si incorre nell’errore di sentirsi liberi dai conflitti armati solo perché da essi si è lontani, i conflitti armati invece coinvolgono ogni Stato che sia politicamente impegnato sul fronte della guerra e determinano sempre rigurgiti di violenza, morte e dolore.

Nel momento in cui una città pacifica viene sconvolta da un atto terroristico i superstiti divengono la linfa vitale del mondo e i baluardi della pace, divengono tali naturalmente e per istinto di sopravvivenza.

Se si resta fermi solo a commemorare i morti, a piangere per i feriti o a imprecare contro i violenti si assegna la vittoria al terrorismo perché si cede a quella destabilizzazione che l’atto terroristico persegue e vuole realizzare.

Bisogna, invece alzarsi e reagire. A Boston, il primo uomo che si è alzato e ha reagito, è stato Bill Iffrig veterano maratoneta di 78 anni.gli esplosivi boston maratona bomba

Quando sono esplose le bombe Bill era quasi giunto a tagliare la linea del traguardo, lo spostamento d’aria determinato dall’esplosione lo ha fatto cadere.

Pensavo che fosse venuto il mio momento“, ha dichiarato Bill.

Ma sono bastati pochi istanti perché tutti i maratoneti, la security e gli spettatori capissero cosa stava accadendo.

gli esplosivi boston maratona Conscio del fatto che un attentato stava colpendo al cuore Boston e la sua maratona Bill è diventato un simbolo positivo della corsa di Boston perché si è alzato e ha tagliato il traguardo, non si è messo al riparo, non è scappato frastornato o avvilito dalla paura, egli hagli esplosivi bomba boston voluto tagliare il traguardo per poter sostenere che il terrorismo non ha fermato la sua maratona.

Per Bill questa era la 45esima presenza alla storica maratona di Boston. Le ha concluse tutte e oggi l’ultimo traguardo può dire di averlo tagliato in opposizione al terrorismo.

 

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