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Scegliere l’Università: Come Aiutare i Figli Adolescenti nella Scelta della Facoltà

di Diego Astarita

29 Aprile 2014

FACOLTà UNIVERSITARIA scelta

A volte sembra prematuro parlarne, tanto che rimandiamo la questione a data da destinarsi senza capire che forse sarebbe meglio iniziare ad affrontare il tema, per la verità alquanto delicato:

che facoltà scegliere dopo il diploma?

Proprio in questi giorni numerosissimi atenei d’ Italia sono stati presi d’ assalto per i test preselettivi di accesso alle facoltà a numero chiuso, quasi a voler ricordare che, prima o dopo, bisogna pur fare i conti con la fatidica scelta: Lettere o Ingegneria? Matematica o Economia? Medicina o Scienze Politiche?

I nostri figli spesso non sanno da che parte schierarsi, quindi sta a noi fare da guida nella scelta della facoltà universitaria. Proprio in virtù dei tempi strettissimi (ad aprile, infatti, gli studenti, non ancora diplomati, devono già scegliere la facoltà per poter partecipare ai test di accesso) bisognerebbe aprire il discorso già in tempi non sospetti, con la massima tranquillità, senza caricare i nostri figli di ansia eccessiva, magari quando la maturità è ancora lontanuccia.

E’ UNA SCELTA FONDAMENTALE

Non dimentichiamoci che la scelta della facoltà universitaria, nel caso in cui nostro figlio volesse continuare il suo iter di studi, rappresenta un passo alquanto importante. Dopo gli anni delle superiori, infatti, il ragazzo deve iniziare a crescere, scegliendo quindi un percorso più affine a quelle che sono le sue inclinazioni personali. Non si tratterà più, quindi, di scegliere quell’ istituto piuttosto che quell’ altro, ma di iniziare a pensare al proprio futuro. E’ ovvio che tale scelta comporta molta responsabilità ed è proprio per questo che saremo noi a stare loro vicini per orientarli tra le offerte formative che ogni anno si presentano numerose e variegate.

 

DEVE SEGUIRE LE SUE INCLINAZIONI …

La prima cosa da fare è aiutare nostro figlio a capire quali siano le sue naturali inclinazioni. In tempi di crisi, è normale che la domanda più ovvia sia questa: “Mamma, papà, qual è la facoltà che mi permetterà di trovare lavoro?”.

Tale domanda è quantomai legittima ma occorre sapere che non sempre la scelta deve essere dettata da un criterio rigorosamente pratico. E’ ovvio che alcune facoltà diano maggiori prospettive rispetto ad altre ma non dimentichiamo che la scelta della facoltà rimane una questione seria che non può basarsi solo ed esclusivamente sulle possibilità occupazionali. Un esempio: se nostro figlio, che non ha alcuna inclinazione verso la matematica o le altre materie affini, sceglierà Ingegneria soltanto perchè spera di trovare lavoro prima degli altri, non potremmo certo dire che la sua scelta sia stata oculata. E’ pur vero che all’ università si inizia da zero, ma scegliere Medicina sapendo che non ameremo mai la chimica non rappresenta certo un buon inizio. Bisogna quindi fare i conti con le nostre potenzialità, con ciò che possiamo dare.

 

IMPARA L’ ARTE E METTILA DA PARTE

Amiamo l’ arte, la filosofia e la letteratura? Quanti ci avranno vivamente sconsigliato di iscriverci a Lettere e Filosofia piuttosto che a Beni Culturali?! Si tratta di facoltà considerate come binari morti ed è logico che in un contesto difficile come quello odierno investire sulla letteratura o sull’ arte rappresenta un rischio grosso.

E’ doveroso quindi che un genitore debba orientare la scelta del proprio figlio tenendo ben presente anche i fattori “pratici” (se proprio devi studiare, scegli qualcosa che ti permetterà di investire sul tuo futuro) ma bisogna pur informare i nostri figli che non sempre nella vita faremo quello che abbiamo sempre sognato. Impara l’ arte e mettila da parte recita un adagio. Nostro figlio sogna di diventare un giornalista? Allora ben venga anche il corso di laurea in Scienze della Comunicazione, ma con la consapevolezza che tale scelta potrà rivelarsi sbagliata se ci soffermiamo sulla spendibilità che tale investimento potrà comportare.

Facciamo capire quindi ai nostri figli che a volte l’ università rimane una scelta a sè stante, che non necessariamente porterà i suoi frutti in termini lavorativi. Ci augureremo sempre che nostro figlio, che studia da avvocato, un domani possa fare l’ avvocato e non il barista, ma si tratta di questioni che vanno affrontate, senza creare falsi miti. La facoltà che garantisce un sicuro inserimento nel mondo del lavoro oggi non esiste.

 

UN PIZZICO DI ISTINTO

Dopo aver toccato alcune questioni di fondo, non resta che affidarci a quel quid, quel fattore misterioso che prescinde da qualsiasi ragionamento logico. Va bene la spendibilità, vanno bene le inclinazioni, ma in fin dei conti sarà sempre l’ istinto di nostro figlio a prevalere e a scegliere. Perchè, quasi sempre, è lui a guidare le nostre scelte più importanti.



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