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Inserimento all’Asilo, Consigli per le Mamme

Quando si parla di inserimento all'asilo si parla di ansia da distacco, autonomia del bambino, pianti e preoccupazioni. Ecco come affrontare tutto con calma

Redazione VitaDaMamma

di Redazione VitaDaMamma

09 Settembre 2015

Il primo grembuiulino è sinonimo di inserimento all’asilo; l’asilo, quando il bambino non è stato al nido, rappresenta la prima esperienza scolastica del piccolo e l’inserimento altro non è che la fase di adattamento alla scuola, fase caratterizzata anche dal distacco dalla mamma e \o dalle abitudini familiari a cui il piccolo era assuefatto.

L’asilo è per il bambino, sopratutto per il piccolo che non sia stato al nido, una nuova avventura: il compito della famiglia e degli educatori è quello di garantire che l’inserimento all’asilo sia quanto più sereno è possibile.

Inserimento all'asilo

Ci sono dei trucchi che si possono mettere in pratica per facilitare questa nuova esperienza. E’importante aiutare il bambino a vivere bene la scuola sin dai primi giorni, del resto, l’asilo va inteso come una palestra di vita che prepari alla scuola e non deve diventare fonte di stress quotidiana nè per il bambino nè per la famiglia.

Inserimento all’asilo, ecco cosa può materialmente fare la mamma per aiutare il piccolo a vivere con serenità e gioia la sua esperienza scolastica:

In casa o durante il tragitto per raggiungere l’asilo possiamo sottolineare al nostro bambino gli aspetti positivi riguardo alle attività che svolgerà a scuola e possiamo attirare la sua attenzione su quelle particolari attività che sono più vicine ai suoi interessi: conoscere altri bambini e farsi nuovi amici, giocare, dipingere, imparare cose nuove devono essere presentate al bambino come opportunità di gioia e crescita.

Prima del momento della separazione dalla mamma e affinché l’inserimento di ogni bimbo nel gruppo classe sia pieno ed efficace, bisogna accettare che il piccolo scolaro viva un periodo di adattamento. Durante questo periodo un adulto familiare al bambino, uno dei due genitori o una persona di fiducia, dovrebbe passare un po’ di tempo all’asilo, insieme agli educatori e al bambino, garantendo, così, un distacco graduale del piccolo dalle figure di riferimento e favorendo l’empatia del bambino con gli educatori.

Durante l’inserimento all’asilo è importante che il bambino percepisca la sicurezza dell’adulto: se mamma, papà o i nonni si mostrano sereni anche il bambino lo sarà e sarà più propenso a fidarsi delle maestre.

All’inizio risulterà ideale optare per una formula di mezza giornata o, per meglio dire, non lasciare il bambino tutto il giorno all’asilo. L’orario di permanenza del bambino all’asilo va allungato gradualmente e tenendo conto della disponibilità del piccolo ad accettare una permanenza man mano più lunga.

Il bambino che va all’asilo si prepara alla scuola, si separa dalla mamma e incomincia a crescere: l’addio al pannolino dovrebbe già essere compiuto, quello al ciuccio o al biberon dovrebbe essere in fase di compimento, perciò evitate di mandare il bambino a scuola con  il ciuccio o il biberon, l’asilo può essere un’occasione per emanciparsi da queste “dolci dipendenze” e crescere ancora un po’.

Alcune maestre favoriranno l’uso di giocattoli portati da casa o oggetti imprestati dalla mamma o dal papà per rimarcare la loro presenza nella vita del bambino, questi oggetti funzionano come “elementi di transizione” ovvero il piccolo li relaziona con casa sua e questo fa si che si senta sicuro. Va chiarito che il piccolo dovrà pian piano emanciparsi dagli elementi di transizione perciò concordate con la maestra le strategie d’azione e prima di accettare che vostro figlio metta nello zaino la bambola preferita, l’orso del cuore o la macchinina di cui va tanto orgoglioso, parlatene sempre con la maestra.

salutarsi

Nella fase dell’inserimento all’asilo, e in generale ogni giorno di scuola, non bisogna mai dimenticarsi di salutare il bambino.

E’ una tentazione andarsene di soppiatto, quando magari il piccolo si è finalmente distratto, tuttavia farlo è sconsigliabile perché il bimbo potrebbe viverlo come un abbandono. L’importante è che il bambino capisca che la separazione non vuole dire un addio. Bisogna dare una certa importanza al saluto, convertendolo in un momento speciale e creare magari una specie di rituale che si rivelerà fondamentale nell’adattamento del bambino all’asilo.

Durante i primi giorni, può accadere che tuo figlio pianga o faccia i capricci. Questa situazione non deve far in modo che cambino le decisioni che hai preso o le tue abitudini familiari, continua a svegliarlo nel modo che sai per tenerlo tranquillo, preparatevi e andate all’asilo parlando di quanto sia bello imparare, giocare, conoscere. Il tuo obiettivo da mamma è capire il bimbo, sapendo che bisogna concedergli del tempo.

Ogni bambino ha i suoi ritmi, questo vale per i progressi del corpo e per quelli del cuore come anche per i progressi della socializzazione e della crescita (l’inserimento al nido è, tra l’altro, un progresso sociale)

In alcuni casi, possono diminuire le crisi di pianto se il padre o un altro familiare o conoscente portino il bimbo all’asilo al posto che la madre. E’ importante osservare qual è l’umore del bambino quando lo si va a riprendere. Un bambino può piangere quando la madre se ne va e, senza dubbio, uscire dalla scuola materna a mezzogiorno o al pomeriggio, molto felice. Se accadesse il contrario sarebbe molto più preoccupante.

Se la reazione del bambino alla separazione dalla mamma (o comunque dalla routine familiare a cui era abituato prima della scuola) fosse sproporzionata in quanto a intensità e si prolungasse per molto tempo, sarebbe meglio consultare uno specialista. Potrebbe trattarsi di qualcosa di diverso dalla semplice ansia da separazione, che fino ai tre anni, si considera tipico dello sviluppo.

mangiare insieme

Un’altra sfida, dopo quella dell’inserimento all’asilo, che il nostro bambino dovrà affrontare sarà mangiare a scuola.

In questo nuovo ambiente, il bambino si farà degli amici e imparerà a mangiare senza i suoi genitori. E’ normale che il bambino sia abituato a stare con sua madre e suo padre, e a mangiare in casa con i suoi genitori o con i suoi nonni, ed è normale che si senta strano quando dovrà rimanere in un ambiente sconosciuto, con persone diverse a quelle a cui è abituato, dove passerà ad essere uno dei tanti bimbi integrati in un gruppo di bambini della sua età.

Il fatto di mangiare all’asilo, come il resto delle abitudini che il piccolo deve imparare in questo nuovo ambiente, si può trasformare in un ostacolo all’inizio, ma può anche rappresentare una grande opportunità di apprendimento, una scuola di convivenza e un’occasione per imparare a stare con gli altri, e che lo aiuterà nel suo sviluppo e nella sua capacità di affrontare situazioni nuove.

In casa, il pranzo e la cena, sono una lotta? Nostro figlio può farne di tutti i colori e mostrarsi inappetente e fare i capricci e di conseguenza ci si preoccupa, perché si ha la paura che all’asilo faccia lo stesso? Senza dubbio, si può rimanere sorpresi: può essere che alla scuola materna il piccolo mangi con appetito e che non lasci nulla nel piatto, può essere che voglia fare il bis, o che mangi alimenti che normalmente non mangerebbe o che fino a quel momento si è rifiutato anche solamente di provare.

La spiegazione è semplice: per il bambino può risultare più divertente e stimolante mangiare con gli amici che a casa con mamma e papà. In più, all’asilo, si mette in moto il meccanismo di emulazione: il bambino vede che i suoi compagni mangiano e si sente incoraggiato a fare lo stesso. In questo modo, mangiare all’asilo può essere un beneficio, e quasi sempre lo è, sia per nostro figlio sia per tutta la nostra famiglia.

Soprattutto con l’avanzare della stagione autunnale e invernale, i bambini che vanno a scuola potranno soffrire di raffreddori, bronchiti, otiti o laringiti, i cosiddetti malanni di stagione. Questi disturbi non ci devono spaventare , perché sono un passaggio obbligato per costruire il sistema immunitario del nostro bambino.

Il sistema immunitario del piccolo si aziona davanti agli stimoli dei batteri o dei virus con cui viene a contatto. Le difese del bambino diventeranno sempre più forti e aggressive, se il nostro bambino sarà già entrato in contatto con lo stesso agente patogeno, l’organismo attiverà la sua “memoria” immunologica.

Per questo motivo può essere che il nostro bimbo si ammali più frequentemente all’asilo o a scuola. E’ necessario controllare che ogni volta che si ammala, si tratti di malanni diversi, e non lo stesso che si ripete, perché la ricaduta può essere segno di una guarigione non completata o di difese immunitarie deboli o insufficienti.

Quindi mamme viviamo  in modo tranquillo la nuova avventura del nostro bimbo, cerchiamo solo di confortarlo nel modo migliore.



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