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Vaccinare i Bambini: Sì o No a Vaccinazioni Pediatriche

Vaccinare i bambini è una scelta personale e sociale, non fatela con superficialità né basandovi su suggestioni, sceglie l’informazione.

Federica Federico

di Federica Federico

26 Ottobre 2016

Tra il 2002 e il 2003 in Italia vi fu un’epidemia di morbillo, si ricordano 60mila persone infettate e 8 decessi. Solo vaccinare i bambini può limitare ed evitare l’insorgenza di focolai epidemici.

Rispetto al morbillo, per esempio, si stima che per ogni 10mila casi ricorra 1 caso di panencefalite con possibili conseguenze a livello celebrale ed effetti permanenti.

Ad affermare tutto questo non è Vita da Mamma ma la SIPPS (acronimo di Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale). Garantire ai bambini una copertura vaccinale equivale a mettere al sicuro la loro salute, l’appello alla fiducia verso i vaccini è sentito, forte e importante.

Vaccinare i bambini: Sì o No? Perché se ne fa un gran parlare ultimamente?

vaccinare i bambini sì o no

La vaccinazione ha rappresentato e continua a rappresentare l’efficace arma di cui la medicina dispone per limitare i danni da batteri, virus e germi pericolosamente capaci di scatenare malattie con effetti epidemici.

I vaccini hanno comunemente solo il benefico effetto di immunizzare l’organismo umano evitando che nel contatto con germi e batteri resti sopraffatto dalle malattie.

Disinformazione e “giungla mediatica” hanno spaventato a tal punto le mamme da determinare un calo evidente della copertura vaccinale, non vaccinare i bambini equivale ad esporli alle malattie e significa minare la cosiddetta immunità di gregge.

Cos’è l’immunità di gregge? Perché è un concetto importante e di rilievo rispetto alla scelta di vaccinare i bambini?

Più bimbi di una comunità sono vaccinati minore è il rischio che i non vaccinati, comunque presenti nel gruppo comune, si ammalino. I non vaccinati possono essere tali, per esempio, a causa dell’età e ciò accade quando il bimbo ha un’età inferiore a quella prevista per la prima dose vaccinale.

Maggiore è il numero di bimbi non vaccinati presenti in un gruppo comune e più alto sarà il rischio di focolai epidemici.

Nel 2014 è calata sensibilmente la copertura contro molte malattie per cui è previsto il vaccino: il vaccino contro lo pneumococco ha coperto solo l’86% dei nuovi nati; i vaccini contro morbillo e rosolia si sono assestati su una percentuale di poco superiore all’85%; la copertura vaccinale contro la varicella è rimasta ferma al 33%.

Bambino NON Vaccinato: Ecco Cosa gli è Accaduto

Questi dati evidenziano una resistenza ai vaccini che va vinta, il rischio è quello di assistere a importanti recrudescenze di vecchie malattie arginate dalla copertura vaccinale ma ancora esistenti nel mondo.

 

L’ultimo caso di poliomielite in Italia è datato 1982, ma questa malattia non è stata sconfitta, in alcuni luoghi esiste ancora e non si può aprioristicamente escludere che non valichi le frontiere del nostro Paese, ci troverebbe impreparati e vulnerabili se non avessimo una adeguata copertura vaccinale!

Vaccinare è importante, i pediatri lo stanno affermando con forza e nel Piano Nazionale per la Prevenzione Vaccinale 2016 – 2018 è prevista l’estensione dell’offerta gratuita di nuovi vaccini (vedi il vaccino anti – meningococco B).

Riflettere sulle conseguenze delle malattie aiuta a fare la scelta giusta.

Non tutti i genitori sanno che un neonato che si ammali di pertosse rischia la vita e che la malattia può portare conseguenze neurologiche, tanto più gravi e incidenti quanto più piccolo è il bimbo.

Vaccinare i bambini è una scelta personale e sociale, non fatela con superficialità né basandovi su suggestioni, sceglie l’informazione: consultate il pediatra o rivolgetevi al vostro centro vaccinale di riferimento.



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