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Aminah Hart: neo mamma sposa il suo donatore

Aminah Hart è una donna australiana nata a Londra che, a causa di una malattia rara, è ricorsa alla fecondazione in vitro. Ritrova così la felicità perduta.

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

27 Settembre 2017

Quella che stiamo per raccontarvi non è la classica storia d’amore, quando accaduto ad Aminah Hart è un qualcosa di talmente eccezionale e straordinario al punto da spingere una società di produzione a pensare di trasformare tutto questo in un film.

Aminah Hart: la storia di una neo mamma affetta da malattia rara.

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Aminah Hart è nata a Londra 48 anni fa, attualmente risiede in Australia dove vive insieme alla figlia Leila, al marito Scott Andersen ed ai 4 figli di quest’ultimo.

 

La vita aveva messo a dura prova la forza di Aminah Hart, la donna infatti aveva perso entrambi i suoi primi figli, un dolore che determinò la fine del suo primo matrimonio, con un uomo di Londra, e la rottura con il fidanzato conosciuto quando si era trasferita in Australia.

Insieme al primo infatti aveva dato la vita al piccolo Marlon, divenuto un angelo a soli 4 mesi di vita. Successivamente, dopo aver ritrovato insieme al nuovo compagno quella felicità perduta, aveva dato alla luce Louis che purtroppo morì nel 2010 all’età di 14 mesi.

Solo dopo aver subito questi due immensi dolori, Aminah Hart ha scoperto di avere una malattia genetica, la miopatia miotubulare.

Secondo il sito Orpha.net, che si occupa della classificazione delle malattie rare e dei farmaci orfani, la miopatia centronucleare legata all’X – definita anche XLMTM (X-Linked Myotubular Myopathy), ossia miopatia miotubolare legata al gene X  – è una malattia neuromuscolare congenita caratterizzata dalla presenza di debolezza alla nascita, ipotonia ed insufficienza respiratoria marcate.

L’XLMTM è dovuta alle mutazione del gene della miotubularina (MTM1; Xq27.3-q28), è ereditaria e colpisce prevalentemente i maschi. Le donne generalmente sono portatrici asintomatiche che tuttavia, in casi rari, potrebbero sviluppare nel tempo diversi sintomi.

 

Per la donna un’eventuale terza gravidanza dal fiocco azzurro equivaleva alla forte possibilità di veder nuovamente morire il suo bambino, proprio come era successo in precedenza.

Una paura che tuttavia non si rivelò più forte del desiderio diventare mamma, ecco perché, single e all’età di 42 anni, Aminah Hart decise di rivolgersi ad una banca del seme e tentare la fecondazione in vitro.

Qui le consegnarono 5 diverse cartelle di possibili donatori tra cui scegliere quello che riteneva più adatto, nessuna foto, nessun incontro, solo e semplicemente dati nonché caratteristiche fisiche e caratteriali di perfetti sconosciuti da valutare.

La donna optò per un uomo, un agricoltore australiano, allenatore di calcio, già padre di 4 bambini, descritto come una persona “felice e sana” e che si rendeva disponibile ad essere contattato prima che un eventuale figlio compisse 18 anni.

 

Il 14 agosto del 2012 Aminah Hart dà alla luce la piccola Leila.

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Consapevole di cosa si prova a crescere senza un padre – lei stessa, rimasta da sola con la madre Helen, non aveva potuto godere della gioia di avere un padre – la donna si convinse ad effettuare ricerche sul suo donatore nella speranza di riuscire a rintracciare il padre biologico di sua figlia.

Basandosi solo sul nome “Scott” e sulla professione di allevatore, Aminah Hart riuscì a rintracciare l’uomo che decise di contattare tramite il registro ufficiale IVF.

Seppur sorpreso da quel contatto, Scott Andersen si dichiarò disponibile a conoscere la figlia e la donna che aveva aiutato a diventare madre.

Dopo una prima mail di presentazioni invitata dalla donna, seguirono 6 mesi di scambi epistolari fino a quando entrambi non decisero che fosse giunto il momento di conoscersi di persona.

 

L’incontro avvenne il 18 agosto del 2013, 4 giorni dopo il primo compleanno di Leila, e si svolse a Melbourne, città nella quale viveva Aminah Hart, Scott abitava invece a Phillip Island, un’isola australiana situata a circa 130 km a sud-sud-est di Melbourne.

<<Nessuno di noi si aspettava che tutto ciò accadesse – ha spiegato l’uomo – Prima mi sono innamorata di Leila e poi mi sono innamorata di Aminah>>.

Tutto è avvenuto gradualmente, dopo quel primo incontro Andersen accettò di entrare a far parte della vita della bambina e si organizzò per incontrarla una volta al mese prima ed una volta alla settimana poi fino a quando si scoprì piacevolmente attratto dalla madre di sua figlia che ricambiava i suoi sentimenti.

Nel 2014, durante un loro viaggio in Thailandia, Scott si è ufficialmente dichiarato, uscito per comperare il latte con Leila in un villaggio, tornò con un anello per Aminah Hart, la sua futura sposa.

Il matrimonio è stato celebrato in spiaggia nel dicembre del 2015, gli sposi si sono scambiati le loro promesse dinnanzi a 130 invitati, sullo sfondo l’immenso e vasto oceano.

 

 

La storia di Aminah Hart è stata resa nota attraverso la trasmisione della ABC “Australian Story”, è stata proprio la donna a raccontare commossa il suo sofferto percorso di vita che l’ha portata a quello straordinario incontro: How I Met Your Father

 

 

 

 

Fonte foto: Daily Mail

 

 

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