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Le mamme non dormono: il sonno materno, uno stato di veglia

Le mamme non dormono nemmeno quando chiudono gli occhi, è provato che il loro sonno è più che altro uno stato di veglia.

Federica Federico

di Federica Federico

06 Dicembre 2018

Le mamme non dormono, sono  sempre all’erta e rispetto al livello di impegno fisico profuso per prendersi cura dei figli non manifestano, oggettivamente, tutta la stanchezza che dovrebbero.

 

Di fatto le mamme riescono a prendersi cura dei figli  (in modo particolarmente comune dei neonati) sopportando molto bene lunghe notti insonni o quasi. Peraltro le mamme non cadono mai in un sonno tanto profondo da non avvertire i bisogni del bebè: non a caso riescono a svegliarsi al minimo sussulto del bambino.

le mamme non dormono

Le mamme non dormono, eppure non cedono: sono biologicamente programmate per resistere alla fatica.

 

Le risposte fisiche delle donne appena diventate mamme mutano, questo è scientificamente provato: è come se la biologia umana avesse programmato il sesso femminile per farsi carico delle fatiche non solo della gravidanza, ma anche del puerperio e della maternità.

 

Del resto la nascita della specie umana ha un carattere distintivo unico: i nostri cuccioli, a differenza di moltissimi altri cuccioli animali presenti in natura, hanno un bassissimo livello di autonomia, per la loro sopravvivenza la mamma è vitale (basti pensare a ciò che la natura prevede come nutrimento, cioè al latte materno).

 

Il bebè ha un bisogno fisiologico della mamma a partire dall’odore materno che è quello della sua casa prenatale;  il battito del cuore della mamma, poi,  è il suono che ne ha scandito la vita per nove mesi.

 

Il figlio appoggiato sul corpo della mamma produce endorfine, si autoregola dal punto di vista biochimico (compresa qui la regolazione della temperatura fisica), si adatta alla vita extrauterina e trova consolazione e soddisfazione insieme, persino mettendo alla prova le sue prime emozioni e esperienze sensoriali fuori dall’utero.

 

Questo legame dei figli alla mamma, che già abbiamo definito giustamente vitale, mette le donne a dura prova sotto molti aspetti della cura personale: il tempo che la mamma ha per sé (per la gestione personale di se stessa) si riduce notevolmente, sino da diventare insufficiente anche rispetto a quelli che comunemente sono considerati i tempi minimi di riposo.

le mamme non dormono

Le mamme non dormono nemmeno quando chiudono gli occhi, è provato che il loro sonno è più che altro uno stato di veglia.

 

Questa condizione di riposo, cosiddetta veglia vigile, prevale sul sonno profondo perché fisiologicamente consente alla donna di rimanere a disposizione del bebè, cioè in contatto con le sue esigenze. Tradotto in pratica: la mamma , sebbene stia “dormendo”, non cade mai in un sonno profondo capace di impedirle di sentire il richiamo del suo bambino (anche un lievissimo gemito).

le mamme non dormono

Le mamme non dormono mai, merito del loro corredo genetico

 

La scienza spiega che dopo la nascita di un figlio i genitori diventano più sensibili a pianto del bambino, stando ad alcune risultanze sperimentali i recettori cerebrali dei genitori reagiscono più velocemente al suono del pianto, diversamente quelli dei non genitori risultano reagire più prontamente al suono delle risate dei bambini.

 

Uno stesso individuo cambia sensibilità nel momento in cui diventa genitore, a partire da questo frangente comincia a rispondere prima e più prontamente allo stimolo del pianto rispetto a quello delle risate di un bambino. 

 

Questa mutazione di sensibilità agli stimoli sensoriali (più precisamente uditivi) di pianto e risate è massima nelle donne.

 

Allo stesso modo è stato dimostrato che il parto e il contatto fisico col figlio innesca nella mamma dei mutamenti sensibili in alcune razioni cerebrali. L’empatia materna  massimizza, per esempio, il cosiddetto sistema dei neuroni a specchio che consente alla mamma di interpretare le espressioni facciali del figlio. Non è raro che le mamme intuiscano dall’aspetto del neonato i suoi bisogni.

 

La differente stimolazione cerebrale della mamma incide anche sulla sopportazione della fatica che si minimizza sostenendo persino un più impegnativo ciclo di veglia e un ridotto riposo, è così che le mamme non dormono ma non cedono.

 


Fonte immagini 123rf con licenza d’uso – immagine social diritto d’autore: evgenyatamanenko / 123RF Archivio Fotografico  

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