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Quando Noemi è arrivata in ospedale le condizioni erano critiche

Quando Noemi è arrivata in ospedale le sue condizioni erano critiche, prontamente stabilizzata, è stata operata alle 20:30 dello stesso venerdì 3 maggio.

Federica Federico

di Federica Federico

17 Maggio 2019

Quando Noemi è arrivata in ospedale, i medici del Santobono di Napoli si sono trovati faccia a faccia con una situazione del tutto straordinaria: una ferita d’arma da fuoco su un bambino.

 

Loro, abituati ad intervenire su anomalie cardiache congenite, su tumori, su patologie comuni e chirurgicamente affrontabili, al massimo sulle conseguenza di incidenti domestici o stradali, hanno visto ciò che fortunatamente non è cosa usuale: Noemi presentava un proiettile di 1 – 2 centimetri conficcato in un polmone, bloccato lì dopo essere entrato dalla spalla e passato attraverso entrambi i polmoni.

 

Quando Noemi è arrivata in ospedale situazione

Foto di repertorio

 

Noemi era una bimba sana che passeggiava con i suoi familiari e, senza soluzione di continuità, in un attimo è passata dalla salute alla criticità.

 

Quando Noemi è arrivata in ospedale, le condizioni critiche della piccola sono state prontamente stabilizzate da un’equipe di medici del Pronto Soccorso, il loro lavoro, intuitivo, diligente e tempestivo, è stato essenziale per la buona riuscita degli interventi successivi.

 

Il dottor Guido Oppido, direttore della chirurgia dell’ospedale Monaldi di Napoli, è stato chiamato in consulenza dai colleghi del Santobono, con loro è entrato in sala operatoria alle 20.30 di venerdì 3 maggio, lo scopo dell’intervento era duplice: bisognava riparare i polmoni di Noemi, entrambi danneggiati, ed era necessario estrarre il proiettile.

Quando Noemi è arrivata in ospedale

Quando Noemi è arrivata in ospedale il proiettile che l’aveva raggiunta era conficcato nel suo polmone sinistro.

 

I medici hanno effettuato quella che si chiama toracotomia e solo dopo hanno potuto estrarre il corpo estraneo.

 

E’ lo stesso dottor Oppido a sostenere che il proiettile, comparato al corpo e alle strutture interne di una bimba di 4 anni, era enorme rispetto al luogo in cui si era allocato e nel suo passaggio dalla spalla ai polmoni aveva creato danni importanti.

 

Vitadamamma vuole ricordare i nomi dei medici che hanno preso in carico Noemi, nel farlo vogliamo sottolineare che sono uomini grandi come loro a fare la differenza tutti i giorni, anche nel silenzio di quella normalità che non fa scalpore e che pure coinvolge vite, bambini, famiglie. Dunque un grazie speciale va a :

 

Massimo Cardone (Ospedale Santobono);

Giovanni Gaglione (Ospedale Santobono);

Vincenzo Tipo (Ospedale Santobono);

Guido Oppido (Ospedale Monaldi);

Carlo Tasccini (Ospedale Cotugno).

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