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Come riconoscere i sintomi del bullismo: consigli pratici per i genitori

Come riconoscere i sintomi del bullismo: somatizzazione fisica, ansia, apatia, disturbi del sonno, calo del rendimento scolastico e dell'autostima, rabbia. Questi sono solo alcuni dei campanelli di allarme, ecco come riconoscerli tutti sia rispetto al bullizzato che rispetto al bullo.

Federica Federico

di Federica Federico

12 Settembre 2019

Il bullismo è un atteggiamento: è un atteggiamento attivo (del bullo) ed è un atteggiamento di risposta, spesso passivo (del bullizzato). Partire da tale presupposto è di fondamentale importanza per centrare l’oggetto di questo scritto, ovvero come riconoscere i sintomi del bullismo.

Come riconoscere i sintomi del bullismo

Come riconoscere i sintomi del bullismo: decalogo per genitori ed educatori.
Fonte immagine 123RF.com con licenza d’uso

Come riconoscere i sintomi del bullismo: consigli pratici e sintetici per i genitori.

  

 

Bullismo è sinonimo di prevaricazione e violenza, pertanto le azioni in cui fattivamente si realizza un atto di bullismo possono essere assai differenti tra loro.

 

Nella mia vitadamamma mi è accaduto di sentirmi dire da un insegnate: “Andiamoci piano col termine bullismo“, per la docente in questione la reazione “anomala” alla vessazione psicologica reiterata e mirata non era riconducibile al bullismo.

 

In altre parole, seguendo il ragionamento della succitata prof, un bambino che improvvisamente reagiva in modo anomalo a uno stimolo neutro non era giustificabile per il fatto concomitante di essere vittima di bullismo psicologico. Quel bimbo, per quanto sempre bravo e corretto, andava valutato nella singolarità del gesto sbagliato che aveva commesso e quindi andava sinteticamente punito.

 

E il contesto? (ve lo domanderete voi così come me lo domandai io allora)

Il contesto era un’altra storia (ovviamente secondo la prof in questione).

 

E’ stato in quel momento che ho compreso che il bullismo è così sottile, subdolo e pericoloso da spaventare anche gli adulti, oltre al fatto che, persino in ambito istituzionale, non ovunque la lotta alla violenza e alla prevaricazione è presa abbastanza sul serio.

 

E’ un atto di bullismo ogni comportamento violento o prevaricante compiuto da un bambino avverso altri bambini con intenzionalità e sistematicità.

 

In questo senso i sintomi del bullismo attivo si riconoscono nella volontà palese di un bambino o ragazzo (il bullo) di prevaricare gli altri, di emergere (in chiave negativa, ovvero con la violenza e l’opposizione) sul gruppo.

 

Lo scopo dell’aggressore è solitamente quello di affermare se stesso, il modus agendi passa attraverso l’umiliazione e la vessazione della vittima.

 

Psicologicamente il bullo è a sua volta un bambino in difficoltà: non conosce altro modo di affermare se stesso che quello di sminuire gli altri. Potrebbe essere cresciuto in un ambiente aggressivo in cui non ha potuto nutrire la sua stessa autostima né lasciare emergere i suoi talenti.

 

E’ tautologico sottolineare che ciò non rende comunque giustificabile il comportamento da bullo, semplicemente è questa una spiegazione capace di delineare una tipologia e un contesto. I bambini e i ragazzi non nascono cattivi, aggressivi o bulli, diventano tali in ragione dell’educazione loro impartita.

 

Il bullismo può manifestarsi attraverso atti di violenza fisica e allora è semplice riconoscerlo, ma ha anche volti più difficili da scrutare: talvolta si manifesta attraverso comportamenti confondibili e camuffabili, come sguardi minacciosi e pressioni psicologiche, sottili inganni e bugie tendenti all’isolamento del bullizzato.

Come riconoscere i sintomi del bullismo

Come riconoscere i sintomi del bullismo (dalla parte del bullo e dalla parte del bullizzato).
Fonte immagine 123RF.com con licenza d’uso.

 

Come riconoscere i sintomi del bullismo? Esistono dei campanelli d0’allarme!

 

Al di fuori delle sue più eclatanti manifestazioni, è spesso più facile riconoscere i sintomi del bullismo nel bullizato piuttosto che nel bullo, ma un esame a catena del contesto potrebbe portare facilmente all’identificazione dei rapporti tra bullo\i e bullizzato \i, ciò anche solo attraverso la mera osservazione dei contesti.

 

Il ruolo di guida dell’adulto impone questa attenzione nonché un serio esercizio del controllo sui ragazzi (a scuola, nei contesti sportivi, nelle comitive).

 

Osservate i ragazzi e i bambini, fatelo sempre con attenzione e prima che sia troppo tardi. Perciò che nessun adulto se ne la vi le mani.

 

Come riconoscere i sintomi del bullismo nel bullizzato, decalogo per punti chiave:

1. Comportamenti anomali:

  • crisi di pianto,
  • tristezza inconsolabile,
  • manifestazioni di ansia (anche dinanzi a prove comunemente superate e affrontate senza problemi, come svolgere i compiti o sostenere un’interrogazione);
  • apatia,
  • atteggiamento taciturno,
  • paura,
  • isolamento e reticenza nell’incontro con gli altri, 
  • tendenza al vittimismo (anche col ricorso ad atteggiamenti lassisti giustificati con frasi tipo: “non sono capace“, “non mi riesce niente”, “faccio schifo“).

 

2. Sintomatologia psicosomatica:

  • frequenti mal di pancia, mal di testa, mal di stomaco,
  • disturbi del sonno, incubi o difficoltà ad addormentarsi.

 

3. Sospetto e frequente rifiuto di andare a scuola espresso con giustificazioni banali (vedi le sintomatologie di cui al punto due) o anche manifestato sine causa, cioè senza addurre motivazioni plausibili o ragionevoli.

 

4. Calo nel rendimento scolastico e\o atteggiamento oppositivo nei confronti dei professori e dell’istituzione scuola (può capitare al bambino\ragazzo bullizzato di non sentirsi tutelato dalla istituzione scolastica, questo può condurlo a difendere se stesso attraverso il rifiuto dell’istituzione stessa).

 

Sebbene non siano diretti e immediati sintomi di bullismo, è bene che i genitori considerino come campanelli di allarme anche i seguenti atteggiamenti del bambino o del ragazzo:

 

5. Rifugio nel mondo virtuale eventualmente aggravato da nascondimenti, ovvero identità camuffate, il che avviene, per esempio, quando il ragazzo non mostra la sua vera identità celandosi sotto falso nome e descrivendo se stesso come diverso da quel che realmente è.

 

6. Richieste anomale di denaro nonché sparizione anche di piccole somme di denaro da casa, piuttosto che frequenti smarrimenti di oggetti (orologio, cellulare, ma anche berretto, penne, portapenne, eccetera) o danneggiamenti di cose personali e materiale scolastico. Uno dei modus operandi dei bulli è il furto, un altro finitimo è il vandalismo, per cui è possibile che il bullo rubi o estorca danaro al bullizzato ed è ugualmente possibile che provi soddisfazione nel deturpare i suoi oggetti.

 

Nella mia esperienza da mamma il vestiario è stato oggetto di deturpazione: i capi di abbigliamento segnati con i pennarelli, stracciati o tagliati possono rappresentare l’impronta di una vessazione in corso.

 

Come riconoscere i sintomi del bullismo – importanza della sinergia tra centri di formazione.

 

Se la famiglia è il primo centro della formazione del bambino\ragazzo, la scuola, la palestra, la parrocchia sono i poli secondari e concomitanti dello stesso percorso di crescita. E’ auspicabile che gli adulti responsabili di detti poli restino in contatto tra loro e agiscano in sinergia tenendo sempre ben presente la centralità dell’alunno.

 

Fidatevi degli insegnanti o degli esperti spesso presenti nella scuola, come gli psicologi o gli educatori, tuttavia se incontrate ostracismo non esitate a collocare il ragazzo in un contesto più soddisfacente.

 

La più pericolosa conseguenza del bullismo è la svalutazione dell’identità: l’autostima del bullizato crolla sino a lasciarlo senza fiducia nel prossimo e nel futuro. Questo è un male non solo individuale, ma sociale e ne sono responsabili molte persone, dai genitori del bullo agli adulti di riferimento (in primis gli insegnati che se ne lavano le mani).

Gli adulti devono arginare, intervenire, prevenire e sensibilizzare, tutti percorsi concatenati, concomitanti e difficili, ma tutti percorsi essenziali.

Come riconoscere i sintomi del bullismo

Come riconoscere i sintomi del bullismo sul lungo termine.
Fonte immagine 123RF.com con licenza d’uso

Come riconoscere i sintomi del bullismo sul lungo termine.

 

I sintomi a lungo termine sono i più pericolosi, il bullismo, per ragionare con un paragone forte, è come un cancro, le prime cellule colpite sono poche e eventualmente isolate, l’assenza di cure lascia il cancro libero di infestare altre cellule ed espandersi. Come fermare allora le metastasì?

 

Depressione e comportamenti autodistruttivi sono le metastasi del bullismo.

Insicurezza, ansia, bassa autostima, problemi nell’adattamento, ritiro, solitudine, relazioni superficiali e abbandono scolastico ne sono i primi sintomi palesi e preoccupanti che non devono essere lasciati a se stessi.

Come riconoscere i sintomi del bullismo

Come riconoscere i sintomi del bullismo: bullo, gregario e spalleggiatore.
Fonte immagine 123RF.com

 

Come riconoscere i sintomi del bullismo attraverso il gregario e lo spalleggiatore.

 

Difficile, se non impossibile, che il bullo agisca da solo, come abbiamo detto nell’incipit di questo scritto, il bullo diventa tale per soddisfare un bisogno di emersione sociale, ciò stesso lo porta a circondarsi di consensi. Spesso il bulletto di turno ha un aiutante (il cosiddetto gregario), ovvero colui che gli dà una mano e contemporaneamenete sottostà ai suoi ordini.

 

L’attenzione dell’adulto deve essere qui massima: il ruolo del gregario è quello di chi non solo non riesce a emergere lealmente e facendo leva sulle proprie virtù, ma addirittura non è capace di azione autonoma, resta soccombente con uno scarsissimo esercizio di pensiero critico.

 

A sostenere il bullo ci sono anche uno o più spalleggiatori. Gli spalleggiatotri sono psicologicamente essenziali per il bullo perché ne rappresentano il pubblico, senza la sua “scena” il bullo non troverebbe alcun senso né soddisfazione nella parte che veste. Ed ecco che anche qui l’adulto ha una importantissima funzione di impulso: è dell’educatore (genitore o insegnante) il compito centrale di istruire i ragazzi al senso critico nel proficuo riconoscimento del bene e del male.

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