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Tumore alle cellule germinali confuso con stipsi infantile

Il tumore alle cellule germinali dello stomaco affliggeva già questa bambina di 3 anni, ma i medici continuavano a scambiarlo per stipsi: dolori addominali e stipsi, questa la sintomatologia che nascondeva il peggi

Federica Federico

di Federica Federico

13 Novembre 2019

E’ morta tra le mie braccia. […] Subito dopo, non appena fuori dall’ospedale, ho sentito che non poteva finire lì. La sua vita su questo pianeta, non poteva essere vana. Dovevamo fare qualcosa“. Queste le parole della mamma di Aoife, la bimba inglese di 3 anni deceduta lo scorso settembre per una rara forma tumorale (un tumore alle cellule germinali dello stomaco).

 

Il tumore alle cellule germinali è una fattispecie tumorale “ad ampio spettro” a seconda dell’età e delle circostanze di evoluzione della malattia può diversamente allocarsi nel corpo (testicoli, ovaie, torace o addome possono essere sedi di allocazione).

Aofie accusava dolori addominali e stipsi, quando la mamma la portò dal medico, prima, e in ospedale, poi, le fu consigliato di avere riguardo ad una dieta più ricca di fibre e acqua e di favorire il movimento della bimba. Sua figlia, però, mangiava bene e praticava equitazione cavalcando il suo poni con frequenza.

 

tumore alle cellule germinali dello stomaco

Il tumore alle cellule germinali dello stomaco viene confuso con comune stipsi, questa bimba muore. Fonte immagine Mirror.

Tumore alle cellule germinali scambiato per stipsi, muore bimba di 3 anni.

 

Le sofferenze di Aofie erano troppo acute e ricorrenti per liquidare il suo caso come un comune mal di pancia da stitichezza, ma i medici continuavano ad ostinarsi. Ben 11 le visite a cui la mamma sottopose la piccola in tre settimane di intensi malesseri.

 

I fatti si sono svolti nell’Essex (Regno Unito), dove Aofie è morta lo scorso luglio poco dopo una diagnosi oramai nefasta: tumore alle cellule germinali.

 

Malgrado le diverse conferme di “stitichezza infantile” con cui le visite della piccola venivano chiuse, la mamma restava ragionevolmente preoccupata:

Da mamma, sentivo che c’era qualcosa di più grave, non poteva essere solo un problema di stitichezza. Mi avevano detto che non seguiva una dieta equilibrata, che faceva poca attività fisica, ma non era così “, ha dichiarato la donna, oggi straziata da un dolore a cui cerca di reagire diffondendo consapevolezza su questa silente e distruttiva forma tumorale.

 

La giusta diagnosi per Aofie arrivò solo dopo una consulenza presso la struttura pediatrica Great Ormond Street Hospital di Bloomsbury (Londra). La bambina era affetta da un cancro alle cellule germinali dello stomaco. Per lo stato di avanzamento della malattia, che aveva già colpito il fegato dando vita ad una massa capace di bloccare l’intestino, all’atto dell’esame decisivo, a questa creatura, innocente e piccolissima, restavano solo pochi giorni di vita, sarebbe diventata un angelo.

 

tumore alle cellule germinali dello stomaco

Fonte immagine Mirror

 

Aofie è morta a seguito di un arresto cardiaco improvviso, il decesso lo scorso 7 luglio. Da settembre a oggi la mamma è impegnata in una campagna internazionale di sensibilizzazione che porti allo scoperto la sintomatologia del tumore alle cellule germinali.

Una diagnosi tempestiva può valere a fermare la malattia attraverso cicli chemioterapici e cure oncologiche; diffonderne la consapevolezza tra i genitori è importante. I sintomi che accusava la piccola erano: stipsi, dolori, infezione delle vie urinarie, disturbi sfinterici – assolutamente in linea con quelli indicati dall’associazione italiana di ematologia e oncologia pediatrica.

 

La mamma di Aofie è consapevole della “relativa eccezionalità” di questa patologia, la sua fortunatamente scarsa diffusione non giustifica, però, una sottovalutazione della sintomatologia. In Inghilterra sono circa 45 i bambini che, ogni anno, si ammalano di questa specifica tipologia di tumore.

 

 

Aoife’s Bubbles è il nome dell’associazione dedicata a questo piccolo angelo e finalizzata a diffondere consapevolezza sul tumore che l’ha portata via (il nome dell’associazione fonde il nome del pony che Aofie amava tanto e quello della bambina).

Ho donato parte dei suoi organi, tessuti e tumori ai medici in modo che possiamo imparare a dare più possibilità agli altri bambini. La sua morte non può rimanere vana“, queste le parole di una mamma che oggi combatte per dare a altri bambini, meno fortunati come la sua, la speranza di un futuro.

 


 

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