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Come funzionano i sensori anti abbandono

Come funzionano i sensori anti abbandono: sensori con Bluetooth e senza, attaccati all'accendisigari, universali o a marchio, allarme sonoro e visivo, sicurezza e omologazione.

Massimo Gualtieri

di Massimo Gualtieri

18 Novembre 2019

Come funzionano i sensori anti abbandono, qual è il loro scopo, com’è stata pensata la loro disciplina e in che modo siamo arrivati all’obbligo di legge. Facciamo un po’ di chiarezza.

 

Siamo giunti al capitolo finale di un viaggio cominciato il 26 Settembre 2018: oggi i sensori anti-abbandono sono ufficialmente obbligatori.

 

Una nuova norma del codice della strada, questa, proposta da Giorgia Meloni e fortemente voluta anche dal precedente Ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, e che ha trovato molti ostacoli prima della sua approvazione. Ancora oggi trascina con sé dubbi e polemiche da parte dei fruitori.

 

Nata con l’intento di salvaguardare genitori e bimbi da 0 a 3 anni, e prevenire i casi di “amnesia dissociativa”, della quale, ahimè, chiunque può essere protagonista: un’indagine svolta da Safe KidsWorldwide (organizzazione globale a tutela dei bambini) rivela come 1 genitore su 4 ammette di aver dimenticato il proprio bimbo in auto (tre volte più frequenti i casi di papà, rispetto alle mamme).

 

come funzionano i sensori anti abbandono

Come funzionano i sensori anti abbandono.
Fonte immagine 123RF.com con licenza d’uso

Come funzionano i sensori anti abbandono, proviamo ora a sciogliere qualche dubbio:

 

Associare un sensore anti-abbandono al seggiolino auto equivale a comprometterne la sicurezza?
Tra le tante domande, questa è fra le più frequenti e la risposta è assolutamente no, se si rispettano determinate regole.

 

Esistono sensori “a marchio” e sensori “universali”: dal momento in cui un produttore omologa e certifica il proprio dispositivo come utilizzabile solo sui prodotti a proprio marchio, non potrò logicamente installarlo su un seggiolino di un’azienda diversa. Tutti i produttori di sensori anti-abbandono hanno eseguito dei test a proprie spese per accertarsi che questi non vadano ad influire sulle caratteristiche tecnico-costruttive del seggiolino auto a cui si applica.

 

L’articolo 5 del Decreto Ministeriale prevede che il produttore del dispositivo si assuma la responsabilità, tramite autocertificazione che il suo dispositivo sia conforme ai criteri previsti nel DM.

 

Tuttavia come spieghiamo sempre, “omologato” non è sinonimo di “sicuro” e quindi consigliamo di scegliere il dispositivo in base a esigenze, abitudini e seggiolino auto su cui si va ad applicare, affidandosi sempre ad una persona esperta.

 

Come funzionano i sensori anti abbandono: da un punto di vista legislativo potrebbe cambiate qualcosa fino a rendere inadeguati i sensori che le mamme stanno acquistando in questi giorni?

 

Ad oggi sicuramente no. Come specificato dal Ministero, i sensori in commercio in questo momento rispettano il DM; tuttavia non escludo che con i controlli effettuati dalla motorizzazione (che partiranno solo a Luglio 2023) alcuni sensori potranno essere migliorati in base a segnalazioni ed esigenze di chi ne usufruisce.

 

Voglio precisare che il sensore anti-abbandono è un aiuto, in questo caso imposto dal Ministero, per i genitori o per coloro che si trovano a trasportare in auto bambini e come tale non ha alcuna responsabilità sulla supervisione del bambino.
Sappiamo che le domande  e i dubbi sono e saranno tantissimi, per cui spero che questo articolo possa essere d’aiuto

 

Come funzionano i sensori anti-abbandono? Per quanto concerne i sensori separati dal seggiolino ne esistono di 2 tipi:

 

1 – sensore con collegamento Bluetooth
2 – sensore senza collegamento Bluetooth

 

Esistono 2 versioni principali dei sensori con collegamento Bluetooth:

 

Tippy e Tata(universali) applicabili a qualsiasi seggiolino, oppure sensori specifici per marchio come ad esempio Ally Pad di Inglesina, Baby Guard di Foppapedretti  e il sensore di Be’ Safe ideali per i prodotti a proprio marchio.

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Sensori anti abbandono – Molte mamme si interrogano sulla spesa da sostenere: Allu Pad di Inglesina, su Amazon circa 98,00€

 

Questi sono tutti cuscinetti che vengono appoggiati sulla seduta del seggiolino e tramite bluetooth si connettono al cellulare. Qualora il genitore si allontanasse più di 15 metri dal sensore del bambino suona un’allarme sul cellulare che se non fermato invia a 2 numeri di emergenza le coordinate del bambino.

 

– Molto simile, ma si applica in maniera diversa il sensore a marchio Chicco.

Il principio è simile ai precedenti ma il sensore è una scatolina che si applica agli spallacci del seggiolino auto.
Questo però va attivato quando si mette il bambino sul seggiolino e disattivato quando scende.

 

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Sensori anti abbandono, molte mamme si domandano: “Quanto dovrò spendere?” – Chicco su Amazon circa 42,00€

 

Come funzionano i sensori anti-abbandono senza Bluetooth?

 

In questo caso esistono prodotti tipo Remmy o Baby Bell, dove il sensore viene collegato tramite accendisigari senza la necessità di App, smartphone e bluetooth. Entrambi avvisano il genitore appena si spegne l’auto arrivati a destinazione tramite un segnale sonoro e visivo (luce rossa o verde del sensore).

Dispositivo anti abbandono

Acquisto dispositivo anti abbandono – molte mamme si chiedono quanto dovrò spendere. Baby Bell su Amazon circa 70,00€

Ricordatevi di scaricare dal sito del produttore l’autocertificazione che conferma l’omologazione del sensore secondo Decreto Ministeriale.
Con quella il produttore si assume la responsabilità che il suo sensore rispetti il Decreto Ministeriale!

 

Conservate infine la prova di acquisto in quanto entro il 22 Novembre il Ministero pubblicherà il Decreto Fiscale, che spiega come richiedere i 30 euro di incentivi per sensore, anche se solo un bambino su 3 riuscirà ad usufruirne in base al reddito ISEE.

 


 

Per informazioni e aggiornamenti sul tema della sicurezza in auto e sui sensori anti abbandono, seguite anche Mamme Nanne:

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