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Occhio secco: studenti a rischio con DaD

L’esperto sostiene che con la didattica a distanza aumenta nei più giovani il rischio di occhio secco. Ecco come porre rimedio a questo disturbo

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

27 Aprile 2020

Da molti considerato un disturbo di poco conto, l’ occhio secco viene invece definito dall’esperto una vera e propria malattia che, pur colpendo in buona percentuale gli over 60, sta aumentando tra i più giovani a causa dell’uso eccessivo di dispositivi quali computer, smartphone e tablet.

Con la didattica a distanza (DaD), che richiede un maggior utilizzo quotidiano di dispositivi tecnologici, tale rischio tende ad aumentare in modo considerevole. Ecco come porre rimedio, cercando di evitare che tale disturbo diventi cronico.

 

Occhio secco: studenti a rischio con DaD

Occhio secco: studenti a rischio con DaD – Fonte immagini 123rf.com con licenza d’uso

 

Occhio secco: studenti a rischio con DaD

 

Ospite della trasmissione di Rai1 “Uno Mattina”, il dottor Stefano Barabino, oculista, docente e responsabile del Centro superficie oculare e occhio secco dell’Ospedale L. Sacco di Milano, nonché membro della società scientifica statunitense Tfos (Tear Film & Ocular Surface Society), ha spiegato perché è così importante sbattere le ciglia.

 

Ammiccando, un gesto che spesso compiamo senza rendercene conto ma che in realtà è fondamentale per la salute dei nostri occhi, si mantiene intatto il film lacrimale, ossia quel sottile strato di acqua e grassi presente sulla superficie dell’occhio. Tale pellicola ci consente di vedere in modo nitido e protegge l’occhio dai corpi estranei.

 

“Quando noi guardiamo lo schermo di un computer, di un smartphone o tablet – spiega Barabino – sbattiamo le palpebre poco frequentemente. E questo può causare la così detta malattia dell’ occhio secco”.

 

Secondo l’esperto, a causa delle lezioni via web, il numero delle ore che i ragazzi e i bambini trascorrono davanti ad uno schermo sono aumentate in modo significativo. Si parla di circa 8 ore al giorno, periodo durante il quale si tende a sbattere poco le ciglia.

I sintomi riconducibili all’ occhio secco sono:

 

  • Vista annebbiata;
  • Bruciore agli occhi;
  • sensazione di corpo estraneo;
  • occhi stanchi;
  • Dolore nei casi più gravi.

 

 

Ciò è dovuto alla rottura del film lacrimale provocata dalla diminuzione significativa degli ammiccamenti davanti allo schermo di un pc o di un dispositivo simile.

 

“Pensate che in condizioni normali noi ammicchiamo circa 18 volte al minuto, davanti ad uno schermo il numero degli ammiccamenti scende a 3 e spesso e volentieri non è completo – spiega Barabino – Perciò questo film lacrimale si rompe, noi avvertiamo i sintomi e abbiamo tutta una serie di segni clinici visibili sulla superficie oculare”.

 

Occhio secco: studenti a rischio con DaD

Occhio secco: studenti a rischio con DaD – Fonte immagine video Uno Mattina

 

Occhio secco: 3 rimedi dell’esperto.

 

Per non affaticare in modo eccessivo gli occhi, soprattutto per quei soggetti che sanno di dover trascorrere parte della loro giornata davanti allo schermo di un computer, come i ragazzi impegnati nella didattica a distanza, il medico sanremese consiglia innanzitutto di correggere eventuali vizi di refrazione, ossia miopia, ipermetropia ed astigmatismo, che possono essere appurati con una visita oculistica.

 

Il secondo consiglio è quello di seguire la regola inglese del 20-20-20: distogliere lo sguardo dallo schermo ogni 20 minuti e fissare per 20 secondi un punto lontano 20 piedi, pari a circa 6 metri. Durante la pausa è fondamentale non dimenticare di sbattere le ciglia.

 

Terzo consiglio: posizionare lo schermo correttamente, non deve mai essere rivolto verso l’alto, tale posizione affatica gli occhi, ma deve essere orientato leggermente verso il basso.

Il dottor Barabino ricorda che, nei casi più gravi, ossia con sintomi più evidenti e marcati, è possibile utilizzare dei sostituiti lacrimali, farmaci da assumere sotto prescrizione dell’oculista.

 

Per rivedere l’intervista rilasciata dal dottor Stefano Barabino cliccare QUI (minuto 1:07:05)

 

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