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Crudelia di Emma Stone: perché Cruella non fuma

Perché la Crudelia di Emma Stone, protagonista del nuovo live action Cruella, non fuma come la Crudelia De Mon del film d'animazione Disney La carica dei 101?

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

04 Giugno 2021

La Crudelia di Emma Stone, protagonista del film live action “Cruella”, diretto da Craig Gillespie, promette di non far rimpiangere la villain protagonista del film d’animazione Disney “La carica dei 101” del 1961, la perfida Crudelia De Mon.

Tuttavia c’è un particolare che le differenzia, la mancanza di un piccolissimo oggetto che l’attrice, per sua stessa ammissione, rimpiange di non aver potuto utilizzare. Si tratta dell’iconica sigaretta con bocchino usata dalla Crudelia originale in molte scene del famoso cartone animato e che, al contrario, non può essere usata dalla giovane Cruella de Vil.

 

Crudelia di Emma Stone: perché Cruella

Crudelia di Emma Stone: perché Cruella non fuma.
Photo credit: AP/LaPresse©


 

Crudelia di Emma Stone: chi è Cruella de Vil.

 

Cruella, pellicola prodotta e distribuita dalla Walt Disney Pictures, narra le origini di Crudelia, una donna che sin da piccolissima mostra di avere un grande talento per la moda ma soprattutto una cattiveria innata che la porterà a compiere atti crudeli e malvagi (tra cui rapire dei cuccioli di dalmata per scuoiarli e farne delle pellicce).

Rimasta orfana in tenera età, Estella vero nome di Cruella de Vill, la Crudelia di Emma Stone – prende parte ai furti organizzati da due ragazzi di strada, Jasper e Horace, prima di trovare lavoro nell’entourage della Baronessa von Hellman, una famosa stilista (interpretata da Emma Thompson) dal carattere altezzoso e arrogante.

Un susseguirsi di eventi porterà la giovane a far emergere il suo alter ego più spietato, Cruella per l’appunto, che tenterà in ogni modo di sconfiggere la Baronessa.

 

 

Crudelia di Emma Stone: perché Cruella non fuma.

 

La Crudelia di Emma Stone dunque è una Crudelia De Mon agli esordi, tuttavia non manca del fascino e dell’eleganza che hanno contraddistinto l’originale villain del film d’animazione.

Nonostante ciò, come detto in precedenza, gli spettatori più affezionati non hanno potuto fare a meno di notare l’assenza dell’iconica sigaretta con bocchino che la stilista fumava in diverse scene de “La carica dei 101”, accompagnata dalla nauseabonda scia di fumo verde che tendeva ad avvolgerla, divenendo l’essenza stessa della sua cattiveria.

 

 

Se quello era un segno distintivo della villain, perché Crudelia di Emma Stone non fuma?

 

A svelare l’arcano è l’attrice statunitense nel corso di un’intervista rilasciata al New York Times. In quell’occasione infatti la Stone rivela:

“Non è consentito nel 2021 – afferma ridendo – Non ci è permesso fumare sullo schermo in un film Disney. È stato davvero difficile non avere quel bocchino […] Ero entusiasta all’idea di avere attorno quel pennacchio verde di fumo, ma non è stato possibile. Non voglio promuovere il fumo, ma non sto nemmeno cercando di promuovere lo scuoiamento dei cuccioli”.

In realtà il divieto di fumare per i personaggi dei film Disney, siano essi d’animazione o live action, esiste dal 2015. In quel periodo infatti, in occasione dell’assemblea annuale degli azionisti della Disney, il presidente e CEO di Walt Disney, Bob Iger, annunciò che il colosso americano avrebbe vietato in modo assoluto il fumo in tutti i suoi film, compresi quelli realizzati di Marvel Studios e dalla Star Wars Lucasfilm.

“Ho pensato che fosse la cosa giusta da fare per noi – affermò Iger – Stiamo estendendo la nostra politica di divieto al fumo nei film su tutta la linea: Marvel, Lucas, Pixar e Disney. Tranne quando stiamo rappresentando un personaggio storico che potrebbe aver fumato in quel momento. Ad esempio, abbiamo girato un film su Abraham Lincoln, era un fumatore e lo considereremmo accettabile”.

Non è la prima volta, e forse non sarà neanche l’ultima, in cui prevale il “politicamente corretto”. Nell’ottobre del 2020 infatti la Disney aveva deciso di etichettare come “vietato ai minori” alcuni indimenticabili classici d’animazione, tra cui Dumbo e Peter Pan, in quanto considerati dannosi per i più piccoli.

 

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