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La Festa della Donna oggi non esiste: oggi siamo tutte donne ucraine

Dinnanzi all'orrore della guerra, mentre i bambini si nascondono sotto terra e le mamme si separano dai papà: la Festa della Donna oggi non esiste, sanguina!

di Federica Federico

08 Marzo 2022

La Festa della Donna oggi non esiste! Non esiste, come sembra non esistere il pianto dei neonati ucraini mente a coprirlo arriva dal cielo il rombo dei motori della morte e nell’aria si estendono i boati delle bombe.

 

La Festa della Donna oggi non esiste, è ferita! Sanguina come Sophia, la bambina che la Onlus Pro Sma ha condotto al San Raffaele di Roma dopo che la piccola è rimasta ferita durante un raid militare a Kiev restando tragicamente sola, unica superstite della sua famiglia.

 

La Festa della Donna oggi non esiste, è perduta! È dispersa come gli anziani rimasti soli nelle zone di guerra, orfani delle tante famiglie in fuga che spesso non hanno potuto portare con sé nonni e nonne vecchi e affaticati.

 

La Festa della Donna ogni non esiste, è mortificata! È ripiegata su se stessa e fragile come lo sono le madri costrette a partorire nei sottoscala degli ospedali rischiando la vita ogni qualvolta si rende necessario un parto operatorio.

 

La Festa della Donna oggi non esiste, è straziata! È dilaniata dal dolore come la mamma di Kirill, il bambino di 18 mesi morto sotto i bombardamenti a Mariupol. 

 

La festa della donna oggi non esiste. Rispetto per le donne ucraine

Gli sfollati fanno la fila per salire su un treno per la Polonia.
Foto AP/Bernat Armangue
©LaPresse

 

Chiunque oggi ricordi le donne, e  in qualunque modo faccia riferimento alla Giornata Internazionale della Donna, dovrebbe fermarsi a pensare alle madri, alle mogli e alle figlie dell’Ucraina: la Festa della Donna oggi non esiste perché non c’è spazio per nessuna celebrazione dinnanzi alle immagini di dolore che ancora una volta dilaniano l’essenza stessa dell’umanità e costringono la donna a piangere per i suoi figli, per i suoi uomini, per la sua terra e per la violenza subita e incontrollabile.

La Festa della Donna oggi non esiste, abbiamo altro a cui pensare!

Al nome donna va, ora più che mai,  associata la parola umanità e una seria domanda di giustizia.

Il numero degli orfani e con esso quello delle mamme che hanno perduto i loro bambini cresce di ora in ora, decine sono i bambini già vittime della guerra, i più fortunati sono profughi, al sicuro in terra straniera, molti altri, invece, sono stati nascosti, stipati negli scantinati, nei tunnel sotterranei e nei sottoscala. In poche ore la vita di tante donne e mamme è stata stravolta. Cosa diranno ai loro figli quando chiederanno dei padri rimasti a combattere per difendere la loro terra?

 

 

Il viceministro dell’Interno polacco Pawel Schaefernaker ha parlato di circa 98.000 persone che hanno attraversato il confine polacco solo il 1° marzo, per la maggioranza si è trattato di donne e bambini. Chi non ce l’ha fatta, chi non ha potuto fuggire delle città presidiate, ora si nasconde.

 

Bambini vittime della guerra: quanti bambini sono già morti in Ucraina

 

Le mamme nascondono i bambini sottoterra: la festa della donna oggi non esiste, puzza di orrore!

Colpisce il paragone dei bambini ai ratti, si tratta di un accostamento feroce che fotografa, però, la condizione improvvisa in cui i bambini di molti paesi e villaggi ucraini sono venuti a trovarsi: nel giro di pochissime ore, i più piccoli membri del popolo ucraino sono stati costretti a diventare come topi in fuga, nascosti sotto terra cercano di sfuggire al massacro delle bombe.

 

Le vite di milioni di donne ucraine hanno subito una frattura improvvisa che per alcune di loro sarà insanabile: prima del conflitto erano mamme, mogli, cittadine dopo potrebbero essere vedove, senza terra e tristemente sole.

La stampa nazionale raccoglie la testimonianza di Darijna una donna, mamma e maestra elementare che non ha lasciato la sua terra ma la vive dal sottosuolo accudendo i bambini nascosti: “Ormai sono i nostri topi — dice, — se vogliamo salvare almeno loro dobbiamo nasconderli nelle fogne.” Darijna ha attrezzato un asilo e una classe elementare nel sottosuolo del suo quartiere ovvero nel rifugio sotto terra per portare in salvo i bambini-topo. Il sindaco di Kherson, Igor Kolykhayev stima che siano  oltre 13 mila i bambini nascosti sottoterra: bunker, antichi tunnel, metropolitane, scantinati, cantine. 

 

Ogni donna oggi è chiamata ad immedesimarsi nelle madri di questi figli, nelle ostetriche che fanno venire alla luce bambini in rifugi improvvisati, nelle maestre che fanno scuola nelle fogne, nei medici che danno cura nei sottoscala: oggi tutte noi siamo donne ucraine e per loro chiediamo umanità, giustizia e pace.

 



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