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Sindrome del vomito ciclico: la storia di Jayde Pitt

A soli 12 anni Jayde Pitt ha iniziato a combattere contro una condizione rara; inizialmente i medici pensavano fosse incinta, ipotesi che ha offeso la madre

di Maria Corbisiero

20 Aprile 2022

Vomito e nausea persistenti accompagnati da una forte emicrania, questi i principali sintomi lamentati da Jayde Pitt, una ragazza di appena 12 anni che ha dovuto faticare non poco per riuscire ad ottenere una diagnosi e dare finalmente un nome ai suoi continui malesseri che le impedivano di svolgere anche la più semplice delle attività.
Dopo aver consultato diversi medici, molti dei quali hanno ipotizzato potesse essere incinta, un consulente dell’ospedale le ha parlato della sindrome del vomito ciclico.

 

Il dolore addominale è uno dei sintomi della sindrome del vomito ciclico

Il dolore addominale è uno dei sintomi della sindrome del vomito ciclico – Foto diritto d’autore: sir270© 123RF.com – ID Immagine: 160622449 con licenza d’uso.

 

Sindrome del vomito ciclico: la storia di Jayde Pitt .

Jayde iniziò a stare molto male nel Settembre del 2013, fu allora che ebbe il suo primo importante attacco: la piccola cominciò a vomitare e contorcersi per i forti crampi allo stomaco, un malessere che non accennava a diminuire con il passare del tempo. Trascorse così 48 ore, la madre, Leanne Rodrigues, seriamente preoccupata e spaventata, non vide altra soluzione che rivolgersi al medico.

“Mi aspettavo che i medici mi dicessero che si trattava solo di un virus, non qualcosa di così estremo. Dato che non aveva perso peso, non pensavano fosse un disturbo alimentare e l’unica conclusione a cui potevano arrivare era che fosse incinta o si stava inventando tutto. Sono rimasta completamente sbalordita quando mi hanno chiesto se poteva essere incinta”.

Esclusa l’intossicazione alimentare e altre patologie importanti come il cancro o il lupus, finanche eliminata l’ipotesi di una gravidanza dato l’esito negativo del test, Jayde Pitt e la sua mamma hanno dovuto attendere diversi mesi prima di ricevere la diagnosi definitiva.

“È stato terribile vedere Jayde affrontare tutto questo e non essere in grado di aiutarla in alcun modo – ha affermato Leanne – Ero così preoccupato per lei e non importava quanto supplicassi i medici, semplicemente non riuscivano a capire cosa c’era che non andava in lei”.

Sei mesi dopo la comparsa dei primi sintomi, ossia il vomito costante e persistente che la costringeva a trascorrere ore e ore chiusa in bagno (fino a 18 ore in una sola giornata), e dopo esser stata visitata da ben 5 medici diversi, il consulente dell’Hereford County Hospital fu il primo a riconoscere i sintomi manifestati dalla 12enne e a dare un nome al suo malessere: la sindrome del vomito ciclico.

 

 

Cos’è la sindrome del vomito ciclico.

Conosciuta con l’acronimo CVS (dall’inglese Cyclical vomiting syndrome), la sindrome del vomito ciclico è una rara malattia che si manifesta sia in età pediatrica che in quella adulta. I sintomi sono diversi e possono variare da persona a persona – per tale motivo è chiamata sindrome – tuttavia vi sono due segnali spia che accomunano tutti coloro che ne soffrono, ossia la forte nausea e il vomito persistente che, nella fase più acuta, può avere un picco di 5-6 episodi all’ora protratti in più giorni (per un massimo di 10, secondo l’NHS). Ciò spiega perché la piccola Jayde Pitt fosse costretta a trascorrere fino a 18 ore al giorno chiusa nel bagno, vomitando fino a 40 volte nell’arco di una sola giornata.
Come spiega il professore Giancarlo Caletti, Gastroenterologo e Professore dell’Alma Mater Università di Bologna, gli episodi della sindrome del vomito ciclico possono essere suddivisi in 4 fasi:

  • Fase inter-episodica o intervallo di benessere (in inglese Well phase): è il periodo in cui il paziente si sente bene e non ha alcun episodio di vomito. Tale fase può durare qualche settimana o addirittura mesi;
  • Fase pre-vomito (in inglese Prodrome phase, fase prodromica): come suggerisce il nome stesso, questa è la fase che precede quella caratterizzata dagli episodi di vomito, in questo periodo, che varia da qualche minuto a qualche ora, il paziente inizia ad avvertire la nausea e può apparire pallido;
  • Fase del vomito (in inglese Vomiting phase): è la fase più dura, quella della nausea persistente e dei frequenti episodi di vomito, sintomi caratteristici della sindrome del vomito ciclico a cui possono associarsi anche il dolore addominale, torpore, emicrania, sonnolenza, febbre e/o vertigini;
  • Fase di recupero e ripresa (in inglese Recovery phase): tutti i sintomi migliorano, il vomito inizia a cessare ed il paziente recupera parte delle forze.

 

Vomito nei bambini: cosa fare e non fare

Non sono del tutto note le cause della CVS tuttavia, come spiega il prof. Caletti, e come riportato dall’NHS, vi sono alcuni fattori, sia fisici che psicologici, che possono dare origine agli episodi di vomito e nausea. Tra questi:

  • stress psicologico: ansia, eccitazione, attacchi di panico, ecc.;
  • stress fisico: infezione (raffreddore o influenza), mancanza di sonno, eccessivi sforzi fisici;
  • chinetosi o cinetosi: disturbo più comunemente chiamato mal d’auto, mal d’aria, mal di mare o mal di treno, a seconda del mezzo di trasporto utilizzato per spostarsi;
  • ciclo mestruale;
  • cibi e bevande: cioccolato, formaggio, caffeina, glutammato di sodio, liquirizia e vino rosso.

 

 

La chinetosi è tra i fattori che possono dare origine alla sindrome del vomito ciclico

La chinetosi è tra i fattori che possono dare origine alla sindrome del vomito ciclico – Foto diritto d’autore: velivinki© 123RF.com – ID Immagine: 158972818 con licenza d’uso.

 

Sindrome del vomito ciclico: diagnosi e cure.

La diagnosi della sindrome del vomito ciclico è spesso tardiva (la storia di Jayde Pitt ne è un esempio – ndr), i sintomi infatti possono essere considerati indicatori di altre patologie e, non avendo la CVS un esame diagnostico specifico, i medici devono procedere per esclusione, ossia sottopongono il paziente ad una serie di analisi utili ad eliminare le principali malattie che hanno come sintomo la nausea ed il vomito, tra cui la gravidanza.
Una volta diagnosticata la sindrome invece, il medico procederà al trattamento profilattico che, nella maggior parte dei casi, consiste in una combinazione di farmaci realizzata in base alle esigenze del singolo paziente con lo scopo di curarne i sintomi (emicrania, vomito, dolore addominale, ecc.).

 

Jayde Pitt condivide la sua storia per aumentare la consapevolezza sulla sindrome del vomito ciclico

Dopo aver ricevuto la diagnosi ed effettuato i primi trattamenti, Jayde Pitt ha iniziato a vedere i primi miglioramenti, tornando a vivere una vita pressoché normale. Tuttavia il ritardo nella diagnosi, l’incredulità dei medici e le loro tante ipotesi (tra cui una gravidanza, la bulimia o semplicemente finzione da parte della giovane) hanno spinto madre e figlia a raccontare la loro storia per una maggiore consapevolezza sulla sindrome del vomito ciclico, una rara condizione che, ancora oggi, non è molto conosciuta e costringe chi ne soffre ad un malessere continuo, sia fisico che psicologico.

“Le persone o sono davvero comprensive o non riescono a credere a quante volte si ammali. Sono piuttosto sprezzanti […] Onestamente, ad un certo punto pensavo che sarebbe morta perché non sapevo cosa non andasse in lei”.

È quanto dichiarato da Leanne Rodrigues, mamma di Jayde Pitt, ad un quotidiano locale, lo stesso che, a distanza di tre anni dalla prima pubblicazione, ha voluto far nuovamente conoscere la storia di questa giovane donna, colpita da un malessere fortemente debilitante, una condizione rara che non tutti comprendono, non ancora almeno.



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