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Cosa dovrebbe saper fare un bambino mese per mese

Cosa dovrebbe saper fare un bambino mese per mese: 0-24 mesi competenze cognitive, motorie, linguistiche e relazionali. Tappe dello sviluppo.

di Federica Federico

25 Giugno 2024

Cosa dovrebbe saper fare un bambino mese per mese

Cosa dovrebbe saper fare un bambino mese per mese? Le mamme e i papà assai frequentemente si interrogano sul “corretto sviluppo” dei propri figli, spesso se ne preoccupano e facilmente cadono nell’errore di confrontare tra loro bambini accomunati solo dall’età anagrafica. 

 

Questa domanda, per quanto ricorrente tra i genitori, ha un vizio di fondo: se è importante che i bambini procedano attraverso determinate tappe di uno sviluppo che possiamo definire tipico e in linea con l’età, è altrettanto vero che ogni bambino ha i suoi tempi.

 

Lo sviluppo di ciascun bambino è un percorso singolare, è un cammino che il singolo essere umano compie acquisendo e mantenendo un proprio passo e delle personali propensioni. 

 

Finanche i gemelli crescono in modo diverso. Ci sarà sempre un gemello che camminerà prima dell’altro e uno dei due parlerà immancabilmente dopo il fratello o dopo la sorella. 

Perciò, come per le emozioni, per l’amore o per il lavoro, anche per l’acquisizione delle prime competenze (cognitive, motorie, linguistiche e visive, nonché sociali) si può affermare che ogni essere umano ha i suoi tempi!

 
Cosa dovrebbe saper fare un bambino mese per mese
Sviluppo graduale della crescita, cosa dovrebbe saper fare un bambino mese dopo mese (0/12 mesi) – Foto diritto d’autore: artinspiring© 123RF.com – ID Immagine: 90132386 con licenza d’uso.

Lo sviluppo del bambino

I bambini hanno il diritto a sviluppare le proprie competenze assecondando i loro naturali ritmi evolutivi, mentre le mamme e i papà hanno il dovere di comprendere e rispettare il passo dei figli. 

 

Ogni progresso è una conquista ed ogni conquista è una tappa (a suo modo fondamentale) della crescita, con ciò si intende dire che non vi è un solo momento dell’evoluzione del bambino che possa dirsi banale, non utile o casuale. Questi assunti sono imprescindibili e devono fare da bussola a tutti i genitori.

 

Sviluppo motorio, cognitivo, linguistico e visivo: le tappe tipiche

Esistono delle tappe dello sviluppo che si possono definire (per ricorrenza statistica) tipiche, ovvero comuni in una determinata fase della crescita. Per esempio intorno alle 6 settimane un bebè incomincia a sorridere e risponde col sorriso agli stimoli positivi che su di lui esercitano gli adulti, i genitori per primi.

 

Tappe di sviluppo propedeutiche e non 

Esistono dei passaggi nella crescita di un bambino che possono essere definiti come obbligati ma solo in rapporto alla successione progressiva di alcune competenze (motorie, cognitive, linguistiche e visive). Ragioniamo attraverso degli esempi pratici:

  • il bambino prima di parlare emette dei suoni non identificabili come parole (le cosiddette vocalizzazioni e lallazioni che precedono l’acquisizione compiuta del linguaggio);
  • il bebè prima impara a stare seduto, sostenendo collo e schiena autonomamente, poi riesce a conquistare la posizione eretta mantenendo tutto il corpo in equilibrio stabile sui piedini.
 

Diversamente altre competenze, seppure comuni nei bambini, non possono essere considerate indispensabili per tutti, per esempio vi sono bambini che imparano a camminare senza aver mai gattonato. 

 

Questa premessa dimostra diverse cose:

  • esistono delle fasi della crescita in cui si acquisiscono comunemente delle competenze peculiari, ma non tutte le competenze sono propedeutiche all’accesso a funzionalità più mature;
  • talune capacità del bambino rappresentano, invece, un ponte importante e irrinunciabile per acquisire altre facoltà (intellettive, motorie, visive e linguistiche). Più specificamente ciò avviene quando le fasi della crescita sono coordinate e concatenate. Ad esempio: il bambino che non tiene il collo diritto non sosterrà la schiena, perciò, senza questa competenza motoria primaria, non potrà tenersi diritto in piedi.
 
Cosa dovrebbe saper fare un bambino mese per mese
Sviluppo graduale della crescita, cosa dovrebbe saper fare un bambino mese dopo mese – Foto diritto d’autore: komissar007© 123RF.com – ID Immagine: 17263893 con licenza d’uso.

Cosa dovrebbe saper fare un bambino mese per mese da 0 a 12 mesi

Senza temere di essere ridondanti, torniamo all’assunto base di cui sopra: la crescita tipica può essere riassunta in tappe comuni o fisiologiche ma va chiarito ai genitori che ogni bambino ha i suoi tempi di maturazione fisica e intellettiva, perciò non è mai consigliabile confrontare tra loro i bambini ne pretendere che facciano tutti le stesse cose. 

 

Oltretutto la crescita dipende non solo dall’età ma anche dal patrimonio genetico, come pure dalle condizioni ambientali in cui il bebè viene allevato.

 

Cosa dovrebbe saper fare un bambino mese per mese: dalla nascita ai 4 mesi

Osserviamo qui di seguito, anche se solo schematicamente, le tappe di sviluppo dalle prime settimane di al 4° mese di vita del bambino:

 

Tra le 6 settimane e i 3 mesi il bebè comincia a sorridere. Questi primi sorrisi sono espressione di quella competenza emozionale e relazionale che la psico-pedagogia definisce come sorriso sociale. Di fatto il bebè sorride in risposta agli stimoli che riceve dal mondo esterno, per esempio la mamma che gioca con lui emettendo suoni o facendo le boccacce, oppure il papà che tornando a casa si china sulla culla e dedica attenzione al suo bambino.

 

Tra le 8 settimane e i 4 mesi il neonato riesce ad emettere i primi vocalizzi. A questa stessa età, la mamma ed il papà apprezzano nel bambino una migliore gestione autonoma del capo (nel neonato si è avviato il processo di controllo della testa).

 

Non tutti sanno che fisiologicamente il controllo degli arti nei neonati parte dal capo e si sviluppa progressivamente in tutto il tronco.

Compiute le 12 settimane il neonato riesce a giocare con le dita (a questo punto dello sviluppo, nel bambino si avvia il processo di gestione autonoma della mano), il bebè incomincia infatti anche a stringere gli oggetti che i genitori posano nel palmo della sua manina.

 

4 mesi il bebè ride (dal sorriso il bambino ha maturato la risata) e con la sua vocina incomincia a gorgheggiare ed emette anche i primissimi monosillabi in un percorso che si avvia alla lallazione. A questa stessa età il bambino dimostra comunemente un buon controllo della testa.

 

Cosa dovrebbe saper fare un bambino mese per mese: 5° mese

5 mesi il bambino riesce a mantenere un oggetto nella manina anche per diversi minuti (il processo di gestione autonoma della mano è oramai avviato e procede dalle prime competenze – afferra e agita – verso la manipolazione). 

 

Alla stessa età il bebè comincia a rotolare. La mamma ed il papà debbono fare attenzione ai pisolini sul lettone dei genitori perché il bambino riesce a passare agevolmente dalla posizione sulla schiena a quella sul fianco e facilmente rotola su se stesso; allo stesso modo va prestata massima attenzione ai cambi in fasciatoio.

 

La competenza motoria a 5 mesi si massimizza quando il bebè disteso a pancia sotto riesce a sollevarsi facendo leva sui gomiti.

Cosa dovrebbe saper fare un bambino mese per mese: 6° mese

6 mesi il cucciolo d’uomo incomincia a stare seduto da solo. La seduta autonoma è una competenza particolarmente importante e funzionale per altri apprendimenti, per esempio è necessaria per avviare lo svezzamento.

 

I 6 mesi sono l’età della prima vera curiosità verso il mondo, il bambino la manifesta già sporgendosi e allungando le manine verso gli oggetti che attirano la sua attenzione. A questa età inoltre il bebè già riesce a dimostrare il suo amore verso i genitori e si palesa l’attaccamento del bambino alla mamma. Spesso il piccolo può essere diffidente verso gli estranei o comunque all’apparenza timido, dentro di sé matura quel sentimento di diffidenza che tra 1 e 2 anni potrà manifestarsi nella preoccupazione dell’estraneo.

 

Sviluppo del linguagio

Lo sviluppo linguistico merita uno spazio esclusivo nell’ambito dello sviluppo tipico del bambino; dalla vita perinatale al 6° mese dopo la nascita, troppo spesso gli adulti ritengono che il linguaggio sia una competenza estranea a questa fase della vita.

Tanto il bambino non ti capisce”, frasi di questo tipo, comunemente pronunciate in opposizione e in delazione alla lettura precoce e al dialogo precoce costituiscono un limite alla stimolazione del bambino.

Ricordate, invece, che l’apprendimento del linguaggio procede per osmosi e imitazione, l’esposizione precoce alla lettura aiuta i bambini a gettare le basi di un buono sviluppo linguistico. Ciò senza contare che è auspicabile esporre i bimbi, sin da piccolissimi, a un linguaggio corretto e non distorto, chiaro, esplicativo delle azioni e dei sentimenti.

 

Cosa dovrebbe saper fare un bambino mese per mese: tra il 7° e l’8° mese

7 mesi il piccolo affina il coordinamento motorio prassico e riesce a gestire gli oggetti che tiene in mano anche passandoli da una manina all’altra. L’attrattiva dei colori è oramai completa, anche in termini di competenze visive. Inoltre la percezione visu spaziale affina la profondità proprio tra i 6 e i 12 mesi.

 

È questa l’età dei primi suoni composti, infatti a 7 mesi il bambino diviene capace di emettere suoni con 2 sillabe. 

 

Lo sviluppo motorio medio del bambino di questa età gli consente di sollevarsi sulle braccia quando viene adagiato a pancia in giù.

 

8 mesi la manualità del bambino è così sviluppata da permettergli di afferrare gli oggetti utilizzando il pollice in opposizione alle altre dita. È questa l’età delle prime paroline semplici: mamma, papà, pappa.

 

Svezzamento e deglutizione

L’OMS raccomanda di attendere il 6° mese di vita del bambino per avviare lo svezzamento e tra i 7 e gli 8 mesi il bebè impara a masticare il cibo solido. È fondamentale che le pratiche deglutitorie del bambino non vengano ritardate perché mamme e papà hanno paura delle consistenze prima semi solide e poi solide.

 

È importante che il bambino venga stimolato nella acquisizione di questa competenza istintiva e fisiologica. La mamma e il papà, con la debita attenzione, devono concedere al bambino la libertà di sperimentare la gestione dei cibi da adulti. Via libera, dunque, ai primi biscottini da sgranocchiare per crescere masticando!

Infine è in questa fase che il bebè incomincia a giocare da solo.

 

Cosa dovrebbe saper fare un bambino mese per mese: 9° mese

9 mesi il bambino procede verso l’autonomia motoria e comincia a gattonare. Cresce a questa età la voglia del bebè di conquistare il mondo, indica gli oggetti che desidera ed è consapevole della presenza delle cose che lo incuriosiscono o di quelle che ama (riconosce il suo pupazzo o la sua palla). 

 

Allo stesso modo il bambino si dimostra capace di riconoscere le persone e di percepire la loro presenza intorno a lui e si gira se viene chiamato per nome.

 

Gesti deittici, cosa sono e quali intenzioni esprimono

A partire da questo momento, è bene prestare molta attenzione ai gesti deittici, essi si sviluppano tra il 9° e  il 13° mese, per poi evolvere oltre nelle competenze di relazione. 

 

Con i gesti deittici il bambino tocca o indica un oggetto e attira l’attenzione del suo referente, pertanto questa forna di comunicazione gestuale implica una intenzione di coinvolgimento e ha significato determinabile solo in riferimento al contesto in cui avviene.

 

L’assenza del gesto deittico va sempre riferita al pediatra di fiducia potendo essere indizio di un ritardo o di un disturbo del neurosviluppo.

 

Cosa dovrebbe saper fare un bambino mese per mese: 10° mese

10 mesi il bambino conquista la posizione eretta, adesso sta diritto sui piedini. È questa l’età in cui mamma e papà lo vedono sbucare dalla culla e dal box mentre parlotta e, complici le sponde, se ne sta diritto per qualche secondo. Il piccolo incomincia così ad osservare il mondo da un’altra prospettiva: si eleva alla postura eretta.

 

A questa età il bambino pronuncia le prime vere parole, inizia ad utilizzare il linguaggio come strumento di conquista ed affermazione di sé. 

 

Ora il piccolo è capace di apprezzare il moto degli oggetti che cadono per terra durante il gioco. Perciò lascia cadere volontariamente gli oggetti che maneggia e si esercita in questa attività di osservazione. Facendolo il bambino studia, a suo modo, le prime leggi fisiche e le conseguenze delle sue azioni materiali sul mondo esterno.

Mamma e papà devono fare attenzione perché nella sperimentazione degli effetti della caduta libera degli oggetti il bambino potrebbe anche buttare giocattoli, cannucce o quant’altro dal balcone o dalle finestre. Ricordate che i voli liberi di giochini e oggetti comuni, lanciati dall’alto delle balconate, sono un’esperienza irresistibile per i bambini di 10-11 mesi.

 

Cosa dovrebbe saper fare un bambino mese per mese: 11° mese

11 mesi il bambino non solo sta in piedi con appoggio ma sostenendosi a divani e mobili riesce a muovere i primi passettini. A questa età il bambino fa suoi gli atteggiamenti degli adulti, non di rado mamma e papà scopriranno che il piccolo li imita (esercizio del gioco imitativo) acquisendo pian piano movenze e caratteristiche proprie delle persone con cui condivide più tempo e più spazi.

 
Cosa dovrebbe saper fare un bambino mese per mese
Sviluppo graduale della crescita, cosa dovrebbe saper fare un bambino mese dopo mese (12/24 mesi) – Foto diritto d’autore: komissar007© 123RF.com – ID Immagine: 52240642 con licenza d’uso.
 

Cosa dovrebbe saper fare un bambino mese per mese: 1 anno

12 mesi il bambino è pronto a camminare, sostenuto muove i primi passetti. A questa età il piccolo non solo è capace di sollevarsi facendo leva su un appoggio (ovvero agevolmente da seduto passa alla posizione eretta, facendo, per esempio, capolino dalla culla o dal box) ma è anche in grado di effettuare l’azione opposta ovvero il bambino di un anno riesce a sedersi.

 

I genitori apprezzano tale evoluzione motoria del bambino che, partendo dalla posizione eretta, riesce a sedersi senza cadere sul culetto. Ora si accomoda mentre prima si lasciava cadere, adesso mantiene quell’equilibrio che prima perdeva. Mamma e papà solo osservando il bambino comprendono e rilevano una più precisa coordinazione dei movimenti.

 

Sviluppo del linguaggio

Anche il linguaggio comincia ad evolversi e a divenire più finalizzato ed appropriato. A questa età il bambino dovrebbe essere in grado di usare almeno 3 parole in modo competente ovvero appropriatamente. Per esempio: vede la palla, dice la parola, stende le mani verso la palla, la raggiunge gattonando o muovendo qualche passo mentre fa leva su un appoggio.

 

Cosa dovrebbe saper fare un bambino mese per mese da 1 a 2 anni

15 mesi il bambino cammina, parlotta e, anche da solo, fa lunghi monologhi usando tanti bisillabi e qualche parolina. Apprezza il cibo, ne ha una gestione autonoma o in via di piena autonomia, e si dimostra capace di usare il cucchiaino per mangiare.

 

18 mesi il bambino è un piccolo artista, infatti scarabocchia ovunque! Ed è compito della mamma e del papà quello di permettere al figlio di manifestare “liberamente” il suo estro attraverso il disegno (è consigliabile anche l’esperienza della pittura a dito). A questa età il bambino è fantasioso: sfogliare i libri cartonati, usare le marionette, inventare storie, costruire castelli e fortezze fatti di sedie e lenzuola aiuta il bambino a fortificare il suo intelletto.

 

Le sue prime frasi

La costruzione delle prime frasi pretende un vocabolario anche concettualizzato (ovvero il bambino non solo deve conoscere la parolina ma deve anche identificarla con l’oggetto o l’uso e adoperarla con appropriatezza). Intorno ai 18-24 mesi il piccolo riesce a mettere insieme almeno 2 paroline (mamma pappa, papà palla, ecc.) e, a partire dall’anno e mezzo d’età, struttura un vocabolario che comunemente si aggira intorno alle 40 parole. Le prime frasi articolate e logicamente coordinate possono arrivare a partire dai 21 mesi.

 

A tale età la coordinazione logica (in questo caso logico-motoria) si incominci ad apprezzare anche nel gioco. Per esempio, un bambino prossimo ai 2 anni, gestisce bene le costruzioni e assembla tra loro almeno 5 o 6 mattoncini.

 

2 anni: il bambino è un adulto in miniatura

Raggiunto questo traguardo, le capacità del piccolo diventano notevoli: corre, si arrampica, canta, balla, parla, manifesta i suoi bisogni e i suoi desideri. Pian piano, col grande aiuto dei genitori, impara a gestire le emozioni ed a comprendere anche il suo ruolo sociale nel mondo sperimentando l’interazione con altri bambini e i rapporti con gli adulti.

 

Il tratto grafico a questa età incomincia a divenire coordinato, a 24 mesi il bambino comunemente sa tracciare una linea retta. Da un punto di vista lessicale, il vocabolario di un piccolo ometto di questa età si espande fino a raggiungere anche una competenza di 200 parole circa.

 

Un bimbo di 2 anni possiede, altresì una buona cognizione del suo corpo e abilità tali da potersi svestire e vestire da solo, anche se ancora grossolanamente. Questa competenza ha un tempo di pratica che parte dal momento stesso in cui l’adulto di riferimento chiede al bambino di partecipare alla vestizione, alle operazioni di igiene, alla preparazione alla nanna, ovvero quando bisogna mettersi il pigiamino, lavarsi e sistearsi nel lettino.

 

Se vostro figlio ha circa 24 mesi e non lo avete ancora fatto, è questo il tempo di valutare la prontezza del bambino ed eventualmente aiutarlo a togliere il pannolino! Il bambino a questa età sviluppa le capacità di riconoscere gli stimoli fisici e va accompagnato gradatamente verso l’autonomo controllo della minzione e dello sfintere con l’uso dei servizi igienici e non più del pannolino.


Articolo aggiornato al 25 Giugno 2014 – precedente aggiornamento all’11 Ottobre 2022



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