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Caso Denise Pipitone: nuova perizia grafologica

Il caso di Denise Pipitone si muove tra i rovi delle possibilità, ci sono intercettazioni che meritano di essere rivalutate e documenti che vanno ripresi in esame e considerati anche sulla base delle nuove possibilità tecnologiche.

Redazione VitaDaMamma

di Redazione VitaDaMamma

28 Maggio 2021

L’avvocato di Piera Maggio, Giacomo Frazzitta, ha dato mandato per una perizia grafologica, ne è oggetto il foglio di presenza firmato da Anna Corona nella giornata del 1° Settembre 2004 presso il luogo di lavoro ove prestava servizio: un albergo di Mazara Del Vallo. La grafologa forense avrà cura di determinare l’attribuzione di firme e orari apposti sul suddetto documento di entrata ed uscita dall’albergo. Ne dà notizia Il GazzettinoPerché questa perizia grafologica è necessaria nell’alveo del nuovo filone di indagine?

 

Nuova perizia grafologica. Mamma Piera Maggio merita giustizia

Nuova perizia grafologica. Mamma Piera Maggio merita giustizia.
Carmelo Sucameli ©LaPresse

Il 1° Settembre 2004 l’alibi di Anna Corona la vuole occupata nell’albergo di Mazara Del Vallo, dove appunto lavorava. Stando al foglio di presenza, la Corona risulterebbe al lavoro dalle 7.15 del mattino (orario di ingesso certificato con firma sul foglio stesso) alle 15:30 orario di uscita (ugualmente certificato).

Nel corso del processo a carico di Jessica Pulizzi emege che l’orario di uscita potrebbe essere stato annotato da una collega della Corona e non dalla Corona stessa. La domanda che ne deriva è, quindi, una: è possibile che l’ora indicato sul foglio non corrisponda al momento in cui Anna Corona ha effettivamente lasciato il luogo di lavoro?

 

In una prima istanza – ovvero dopo che emerge la possibilità che quell’orario, “15:30”, sia stato aggiunto da una collega della Corona – la trasmissione di inchiesta “Chi l’Ha Visto” raggiunse proprio questa collega, Francesca A. La donna tassativamente smentì di avere apposto di suo pugno l’orario sul foglio di presenza dell’Hotel.

 

Questa stessa collega, però, sentita durante il processo (quindi dopo la dichiarazione dinnanzi alle telecamere di “Chi l’Ha Visto”) ammette di avere apposto lei quell’orario sul foglio di presenza, detta apposizione è un dettaglio di non poco conto.

 

La firma è di Anna Corona e l’orario è stato annotato dalla collega? E’ questa la domanda a cui la perizia grafologica è chiamata a dare una risposta. 

 

Ma procediamo con ordine: i colleghi ricordano chiaramente di aver pranzato con Anna Corona la mattina del 1° settembre 2004, lo conferma il cuoco dinnanzi ai magistrati sottolineando la nitidezza del suo ricordo e persino riportando alla mente ciò che aveva preparato per la Corona, ovvero due uova, poiché lei non mangia carne.

 

Quella mattina Anna Corona e i suoi colleghi sono stati a tavola tra le 11:30 e le 12:00, questo colloca con certezza la donna in albergo in quella fascia oraria. Dopo le 12:00, tuttavia, nessun collega ad eccezione di Francesca A. (la stessa amica che avrebbe apposto l’orario delle 15:30 sul documento di uscita) ricorda di avere visto Anna Corona in albergo.

 

Proprio la collega Francesca A., sentita dagli inquirenti in un primo momento (ovvero nella prossimità dei fatti), raccontò di essere uscita dall’albergo con Anna Corona, esattamente all’orario apposto sul foglio delle presenze, ovvero le 15:30, e dopo aver lavorato in lavanderia.

La stessa Anna Corona a processo dichia di essere uscita con Francesca A. e dichia anche di riconoscere come sua l’apposizione delle firme e dell’orario; Francesca, invece, una volta salita sul banco degli imputati, durante il processo non conferma di essere uscita dall’albergo con la Corona e nemmeno lo smentisce, testualmente dice: “Io le mani sul fuoco non le posso mettere.”

 

Francesco Lombardo, ex maresciallo dei Carabinieri impegnato all’epoca sul caso Pipitone, ricorda di aver mappato le possibilità di allontanarsi dall’albergo senza essere visti e ritiene che attraverso il garage questo fosse possibile:

“Ho fatto il giro dell’albergo e l’ho visionato tutto […] e la lavanderia, è situata al piano inferiore vicino al garage e se esci di lì non ti vede nessuno […] non c’era nemmeno un servizio di video sorveglianza. C’era solamente una telecamera che inquadrava verso il garage e che veniva aperta dalla reception quando c’era qualche cliente che doveva entrare o uscire. Non registrava, era una telecamera fissa in diretta”.

 

 

Jessica, per parte sua, ha sempre raccontato agli inquirenti di essere andata, insieme ad Alice, la sorella minore, a trovare la mamma in albergo. Francesca, la collega di Anna Corona, che avrebbe dovuto assistere alla suddetta visita perchè sarebbe avvenuta durante il lavoro comune in lavanderia, ne parla solo il 13 settembre 2004, prima, per quanto le fosse stato chiesto di dar conto della giornata, non aveva fatto menzione della visita stessa. 

 

Durante l’intercettazione ambientale registrata mentre Anna Corona e Jessica erano nella caserma di polizia di Mazara Del Vallo, solo pochi giorni dopo la scomparsa di Denise, la Corona chiede conto alla figlia proprio di quella visita e Jessica sottolinea di essersi recata in albergo prima che la mamma mangiasse.

– Tu in albergo venisti?

Domanda la mamma, Jessica risponde di sì e colloca la visita a prima del pranzo della madre. 

A processo, Jessica racconta di essere andata in albergo subito dopo il mercatino, conferma, cioè, quanto sempre sostenuto.

 

Questa ricostruzione dei fatti, che oscilla tra certezze e ricordi emersi nel tempo, restituisce una sola sicurezza: Anna Corona alle 12:00 del 1° settembre 2004 stava mangiando in albergo, la sua presenza a tavola ne esclude una eventuale partecipazione materiale al rapimento di Denise e questo è un fatto certo.

Quello che le autorità sono chiamate a stabilire oggi è: 

  1. Jessica e Alice sono andate in albergo dalla mamma?
  2. A che ora.
  3. Se l’orario sul foglio di presenza dell’albergo non è stato apposto da Anna Corona ma dalla sua collega, la Corona a che ora sarebbe uscita dall’albergo stesso e come? E’ plausibile questa ricostruzione?
  4. Ammettendo come plausibile la ricostruzione del Della Chiave, come sarebbe finita Denise a via Rieti nel magazzino dove lavorava il sordomuto che ha sempre sostenuto di avere visto Denise viva in quella giornata del 1° settembre?


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