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Bambini che si ammalano spesso

Federica Federico

di Federica Federico

16 Aprile 2012

I bambini sono entità in divenire, preziose promesse di futuro. Bambini che si ammalano spesso

Dinnanzi ai figli il compito di ogni genitore è agevolarne la crescita. Gli adulti hanno il dovere di organizzare un ambiente di vita sano intorno al cucciolo d’uomo e di apprestare le migliori condizioni per un sereno e corretto sviluppo fisico ed emotivo dei piccoli.

Ogni bambino è diverso dagli altri, ciascuno segue un singolare “percorso evolutivo” che lo caratterizza. Ecco perché ogni figlio necessita di cure personali e particolari.

Le migliori attenzioni che si possano rivolgere ad un “piccolo uomo” o ad una “piccola donna” sono quelle “mirate” cioè rispettose dell’individualità del bimbo e basate su una sua profonda osservazione e conoscenza.

Taluni bambini sembrano immuni da ogni malattia, altri di tanto in tanto hanno il moccio al naso, certi piccoli si ammalano frequentemente e non è raro che alcuni (soprattutto nel corso dei primi anni di scuola) durante la stagione fredda manifestino ripetuti episodi di febbre e patologie da raffreddamento.

bambini come evitare le patologie da raffreddamento Qui ci soffermeremo sui bambini sani ma “più fragili”, quelli che spesso soffrono di patologie comuni (quali le patologie da raffreddamento) ma non gravi né invalidanti.

Lo scopo di questa indagine è duplice: da un lato perseguiamo l’intento di rassicurare le mamme ed i papà, dall’altro intendiamo individuare una serie di comportamenti utili per bambini febbre e raffreddore cosa farepreservare il bambino dalle patologie più banali (come febbre e muchi).

  • Aiuto mio figlio ha la tosse

Attenzione: è importante saper che un bimbo piccolo è più esposto di un adulto alle infezioni respiratorie (bronchiti asmatiche, faringiti, laringiti, muchi copiosi e persistenti, sinusiti, tracheiti).

I bimbi, infatti, non dispongono di un corredo di anticorpi paragonabile a quello di un adulto, essi, piuttosto, devono costituire il loro “esercito di anticorpi”.

Le difese immunitarie si innalzano negli anni e non senza passare attraverso il diretto contatto con le infezioni. “Ammalandosi” il piccolo paziente entra in relazione col virus e lo sconfigge aggiungendo un “soldatino” in più alla sua schiera di “anticorpi difensori”.

Le affezioni respiratorie sono causate da centinaia di virus diversi perciò, ad ogni “piccolo uomo” e ad ogni “piccola donna”, occorreranno svariati anni per mettere insieme un “esercito di anticorpi” capace di fronteggiare ogni comune aggressione.

L’incidenza delle malattie respiratorie è massima nei primi 4 – 5 anni di vita.

febbre bambini e raffreddore che fareLa scolarizzazione è “responsabile” di un incremento delle patologie respiratorie (nei bambini molto piccoli tale incremento può essere pari anche al 50%).

  • Perché nel corso del primo anno di asilo i “piccoli scolari” si ammalano spesso?

Di fatto la frequenza scolastica determina un incremento delle più diffuse e banali affezioni respiratorie, ciò  dipende dalla promiscuità dei bambini che facilita la circolazione di molti e diversi virus. È per questo che parecchi pediatri “non preferiscono” la scolarizzazione cosiddetta precoce ovvero sotto i 3anni di vita.

Personalmente ho scolarizzato la mia secondogenita a 2 anni e 6mesi. La piccola ha pieno diritto al titolo di “bimba cagionevole” o come amo definirla io “miss raffreddore”. Tosse, raffreddore e moccio sono uno status divenuto per noi “comune”.

Con l’ingresso all’asilo gli episodi febbrili sono aumentati di numero ma non di intensità, tosse e muchi, invece, hanno avuto il medesimo andamento dell’anno passato. In via precauzionale, data l’età e la fragilità della piccola, abbiamo evitato la scuola nel cuore dell’inverno, così tra gennaio e febbraio la mia bambina non ha frequentato l’asilo.

Malgrado qualche febbre in più, gli effetti positivi della scuola sono evidenti: la bambina è più socievole e disponibile al confronto, parla di più ed è meglio disposta alla verbalizzazione delle sue esigenze.

febbre bambini e raffreddore che fare

  • A cosa devono prestare attenzione i genitori di un bambino che si ammala spesso?

Gli elementi chiave, utili per considerare la salute complessiva del bambino, sono sostanzialmente due: la crescita e la gravità\durata della malattia.

febbre bambini e raffreddore che fareLa crescita regolare e il corretto sviluppo psicomotorio del bambino sono sempre indici importanti di buona salute. A fronte di una crescita regolare del bambino, malgrado la frequenza delle malattie respiratorie, può a buona ragione ritenersi che il piccolo sia capace di superare bene e senza conseguenze ogni comune aggressione virale.

È importante, inoltre, che le affezioni che colpiscono il bimbo siano valutate dal pediatra come non gravi e che il piccolo appaia vitale, reattivo ed in salute tra una malattia ed un‘altra (non è rilevante, invece il lasso di tempo che intercorre tra i differenti malanni).

  • Perché i bambini si ammalano sempre di sabato?

Tutte le mamme ed i papà conoscono la febbre del weekend: il bimbo va a scuola tutta la settimane e sta bene, tra il venerdì ed il sabato si ammala per tornare in forma a distanza di poche ore (24\48) ma a weekend finito, anzi “bruciato”.

Noi genitori comunemente consideriamo la febbre del weekend come una “sfortuna”, essa, invece, ha anche ragioni mediche importanti da non sottovalutare. Se un bambino è debilitato da uno stato febbrile o influenzale appena trascorso non è bene mandarlo subito a scuola, l’ideale sarebbe tenerlo a casa per un paio di giorni in più al fine di preservarlo da possibili esposizioni ad ulteriori virus (diversi o similari a quello appena debellato).

Ecellule ciliatesemplificando massimamente possiamo spiegare la febbre del fine settimana in questo modo:

le vie respiratorie sono protette da cellule ciliate, piccole cellule capaci con il loro movimento di scacciare via i virus impedendone l’ingresso nell’organismo. Tali cellule vengono indebolite e\o distrutte nel corso di  malattie causate da infezioni virali e necessitano di tempo per ricostituirsi (una completa rigenerazione può richiedere anche alcune settimane).

Quando il bambino rientra a scuola subito dopo la febbre (ad esempio il lunedì subito dopo la febbre della domenica) le sue cellule ciliate potrebbero essere ancora poco funzionali e debilitate. La scarsa funzionalità di tali cellule potrebbe consentire l’ingresso nell’organismo di virus aggressivi. Ecco allora che il bimbo va a scuola debole il lunedì, viene subito contagiato da nuovi virus, li incuba per 2\3 giorni e il venerdì è nuovamente ammalato o febbricitante!

I genitori devono sapere che le cellule ciliate dell’epitelio sono sensibili agli sbalzi di temperatura è bene, dunque, fare attenzione ai cambiamenti d’ambiente e graduare il passaggio dal caldo al freddo.

  • Quali accortezze vanno tenute per “evitare” le malattie da raffreddamento?

È una buona abitudine pulire quotidianamente il nasino del bambino con una soluzione fisiologica o uno spray nasale, ciò concorrerà a mantenere pulite le vie aeree.

Il cerume è una naturale protezione per l’orecchio del bambino, l’esistenza di cerume visibile non indica la presenza ditappi di cerume, né è necessario rimuovere il cerume “ritenuto in eccesso”. È bene non adoperare i cotton-fioc o quanto meno limitarne l’uso al solo padiglione esterno.

È  bene non utilizzare abiti troppo pesanti per vestire il bambino, comprendolo troppo si corre il rischio che sudi e\o che risenta degli sbalzi di temperatura.

È consigliabile preservare il bambino dall’inquinamento ambientale:

–          non si fuma in casa ed in presenza dei bambini; agli ospiti è buona norma domandare di uscire sul balcone e in terrazzo per fumare.febbre bambini e raffreddore che fare

Gli esperti consigliano ai genitori fumatori di consumare le loro sigarette all’aperto e lontano dai bimbi; spenta la sigaretta, prima di rientrare in casa, è auspicabile attendere qualche secondo per compiere almeno 5 o 6 atti respiratori, solo questo “esercizio di fiato” è capace di eliminare completamente le scorie inalate ed evita al papà ed alla mamma di “soffiare sul volto dei bimbi” i residui di fumo.

–          Dopo aver pulito gli ambienti col detersivo arieggiate le stanze ed evitate sempre che il bambino inali i fumi dei detergenti.

Questi fattori inquinanti non sono trascurabili in modo particolare in correlazione alle malattie da raffreddamento, infatti, oltre che provocare danni alla salute nel medio e lungo termine, possono concorrere alla irritazione delle prime vie respiratorie.

bambini febbreÈ buona norma garantire al piccolo il giusto apporto di vitamina C, ove possibile approfittando, soprattutto, delle arance fresche di stagione. La vitamina C è indispensabile per innalzare le difese naturali dell’organismo. In genere è consigliabile variare l’alimentazione e garantire il giusto apporto di frutta e verdura.

Esistono farmaci specificamente pensati per rinforzare le difese immunitarie dell’organismo, vanno selezionati con cura, valutati e scelti insieme al pediatra, tenendo conto delle esigenze del bambino e delle sue caratteristiche singolari. In genere si somministrano tra settembre e dicembre, è dunque proficuo informarsi con debito anticipo.

Antiinfluenzale vaccinoSe state pensando di vaccinare vostro figlio contro la prossima influenza è bene che riflettiate su una cosa:

il vaccino antiinfluenzale è efficace soltanto contro il virus dell’influenza, non copre, invece, i virus para influenzali.

In questo senso non è escluso che un bimbo vaccinato si ammali comunque, anzi è altamente probabile che, malgrado la tempestiva vaccinazione, con la stagione fredda incorra in qualche febbre, un po’ di raffreddore e moccio, come in della tosse più o meno episodica o ricorrente.

Attenzione se sul referto medico leggete bronchite asmatica ciò non vuol dire che il vostro bambino ha l’asma, molti virus parainfluenzali hanno una sintomatologia equivalente a quella dell’asma, in tali casi i sintomi asmatici sono meramente indotti dal virus e scompaiono quando passa l’influenza, cioè una volta sconfitta la patologia virale.

bambini giochi all'aperto È consigliabile favorire l’attività fisica dei bambini, iniziarli allo sport ed al primo raggio di sole portarli a giocare all’aperto. Ciò anche se hanno una leggera tosse. La tosse non è una malattia ma un meccanismo di fisiologica difesa dell’organismo. Se il bambino sta complessivamente bene, malgrado qualche colpo di tosse, può vivere la sua vita da bimbo senza troppe limitazioni.

Il pediatra va informato solo se la tosse diviene un disturbo persistente (tosse costante per 7\10 giorni) e se i muchi si colorano.

La ricetta per una vita familiare serena è semplice: essere felici

noi genitori dobbiamo accettare il fatto che i bambini si ammalano più o meno frequentemente e dobbiamo familiarizzare con febbre e raffreddore, ridimensionandone la gravità. Ai bambini con tosse e moccio non deve essere impedita una vita ordinaria e serena fatta anche di gioco all’aria aperta.

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