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Coronavirus e lago: fare il bagno è sicuro?

Fare il bagno è sicuro? Si è parlato tanto di mare e piscina ma difficilmente si affronta l’argomento coronavirus e lago. Ecco le dichiarazioni dell’Arpa

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

08 Giugno 2020

In queste ultime settimane, in vista dell’imminente stagione estiva, si è parlato molto delle norme di sicurezza anti covid-19 che dovranno essere adottate al mare o in piscina. Tuttavia c’è chi si è posto un’importante quesito su coronavirus e lago e sulla pericolosità o meno di poter fare il bagno in acque dolci.

Vita da Mamma ha cercato informazioni in rete trovando alcune dichiarazioni rilasciate dall’Arpa.

 

Coronavirus e lago: fare il bagno è sicuro?

Coronavirus e lago: fare il bagno è sicuro? – Fonte immagine 123RF.com con licenza d’uso.


 

Coronavirus e lago: fare il bagno è sicuro?

 

Nel parlare di estate 2020 e della possibilità di andare al mare nella fase 2, avevamo citato in un articolo le parole dell’epidemiologo Massimo Ciccozzi, responsabile della unità di Statistica medica ed epidemiologia molecolare del Campus Bio-Medico di Roma.

Lo stesso aveva infatti dichiarato che non vi sono al momento evidenze scientifiche, siano esse a favore o contrarie, della presenza in acqua del SARS-CoV-2 – virus responsabile della malattia respiratoria infettiva nota come Covid-19 – e che lo stesso può essere ostacolato dal sale marino.

 

L’epidemiologo ha inoltre chiarito che la trasmissione del virus non può avvenire attraverso l’acqua ma tramite l’aria espirata contenente il più volte citato droplet, precisando ancora una volta l’importanza del distanziamento interpersonale che dovranno adottare anche i bagnanti.

 
Andare al mare nella fase 2: come sarà l’estate 2020
 

Tuttavia, dopo aver chiarito che anche l’acqua delle piscine è considerata sicura data la presenza di cloro, potente agente disinfettante, c’è chi si è posto l’interrogativo su coronavirus e lago.

 

Fare il bagno nelle acque del lago è sicuro?

 

Come detto in precedenza, l’ARPA, agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, interpellata dall’agenzia di stampa nazionale Askanews, ha risposto a tale quesito.

 

Coronavirus e lago: fare il bagno è sicuro?

Coronavirus e lago: fare il bagno è sicuro? – Fonte immagine 123RF.com con licenza d’uso.


 

Coronavirus e lago: si può fare il bagno in acqua dolce?

 

A fine Aprile si è diffusa la notizia della presenza di tracce inattive del nuovo coronavirus nelle acqua reflue. Tale scoperta, avvenuta in Francia ed in alcune città della Lombardia, ha sì confermato la presenza del virus nelle feci ma, contrariamente a quanto si possa pensare, non sembra rappresentare un pericolo di contagio in quanto eliminate completamente dai depuratori.

 

Ciò nonostante, per una maggiore sicurezza, gli esperti consigliano di non effettuare il bagno in prossimità di sversamenti o scarichi organici, siano essi marini o in prossimità di un lago, per una possibile concentrazione del virus in acqua.

Questo avvertimento deriva anche dal fatto che non esiste al momento alcuna norma che imponga la ricerca di virus nelle acque.

 

A confermarlo è Daniele Palmulli, tecnico responsabile della comunicazione di Arpa Lombardia, nel corso dell’intervista rilasciata ad askanews:

 

“Mi chiedo quale laboratorio potrebbe fare un’analisi del genere visto che fare un’estrazione dalle acque è ben altra cosa rispetto al fare un tampone a una persona. Forse potrebbero fare qualcosa di simile a ciò che viene fatto per i batteri, in ogni caso bisognerebbe standardizzare le analisi nei vari laboratori e ad oggi non c’è una procedura, nessuna disposizione di ricerca e analisi del virus nelle acque dal balneazione e potabili”.

 

Nonostante ciò, Palmulli si dice certo sull’operato degli impianti di depurazione presenti in Lombardia in quanto gli stessi adottano in ultima fase un sistema a ultravioletti ma precisa anche che al momento non vengono effettuati rilevamenti tecnici per il coronavirus.

 

“Non possiamo dire quanto arrivi potenzialmente di Covid, non lo possiamo sapere, nessuno ha disposto un’analisi specifica di questo tipo”.

 

Mancando una procedura specifica per il rilevamento della presenza del coronavirus nelle acque – ricordiamo che il  SARS-CoV-2 è un virus nuovo e per questo ancora oggetto di diversi studi – non esistono al momento evidenze scientifiche che ne attestino la presenza o la totale assenza nelle stesse.

Gli esperti tuttavia affermano che l’acqua non rappresenta un veicolo di contagio così come l’ARPA ritiene difficile che il virus resista al passaggio negli impianti di depurazione:

 

“È difficile pensare che il virus sopravviva così a lungo visto che in questi impianti, dalla grigliatura all’abbattimento batterico, trascorre un periodo di tempo, variabile a seconda delle dimensioni, ma comunque piuttosto lungo, non certo di ore”.

 
 

Fonte: Askanews

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