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Danni della DaD sui bambini e i ragazzi

I danni della DaD sui bambini e i ragazzi nel lungo termine: isolamento; smarrimento; perdita di privacy; problemi agli occhi; stanchezza; emicranie; perdita di esperienze con conseguenti stati mentali ed emozionali alterati da ansia e stress.

Federica Federico

di Federica Federico

22 Marzo 2021

La didattica in linea e le lezioni a distanza hanno effetti negativi su tutta la popolazione scolastica, dai bimbi delle elementari agli studenti della scuola superiore. Volendo elencare i danni della DaD sui bambini e sui ragazzi, i punti critici sono almeno 10 e rintracciano conseguenze psicologiche e fisiche:

  1. Isolamento;
  2. Senso di smarrimento;
  3. Sovrapposizione casa – scuola;
  4. Problemi agli occhi;
  5. Stanchezza da esposizioni allo schermo e astenia da concentrazione di ogni attività all’interno della propria camera;
  6. Emicranie;
  7. Senso di inappropriatezza e incapacità;
  8. Perdita totale delle esperienze tattili, olfattive, uditive naturali, fisiche di interazione e implicanti l’uso del corpo nella realtà fenomenica;
  9. Sedentarietà;
  10. Perdita della verifica \ esame inteso anche nelle connotazioni emotivo-fisiche legate alla gestione delle emozioni.

 

I danni della DaD sui bambini e i ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado

I danni della DaD sugli alunni delle scuole di ogni ordine e grado.
Diritto d’autore : Cathy Yeulet ©123RF.com

Scuole chiuse: i danni della DaD sui bambini e sugli adolescenti nel lungo termine

 

La DaD (Didattica a Distanza) è nata come salvagente o strumento emergenziale per garantire la continuità didattica, la prosecuzione dei programmi e il mantenimento del rapporto scuola-allievo sin dalla prima ondata di Covid.

 

Tuttavia il continuo ritorno a questo sistema, senza che ad esso sia stato apportato alcun correttivo, fa della DaD una nuova normalità scomoda e poco implementata.

In certi casi, spesso dimenticati, la DaD ha gravato sulla dispersione scolastica introducendo una nuova discriminazione sociale: il grado di digitalizzazione delle famiglie. E’ un fatto che nelle famiglie poco pratiche di tecnologia l’accesso alle lezioni online ha rappresentato un problema oggettivo.

 

La DaD sta mettendo a dura prova gli studenti e le famiglie, ciò anche in considerazione del fatto che le attuali zone rosse pretendono che l’ attività didattica da casa si armonizzi col lavoro  dei genitori, lavoro fisico in presenza e\o telelavoro.

 

Gli esperti, pedagogisti e psicologi, nonché i pediatri, denunciano il disagio di giovani e bambini:

  • aumentano i  problemi comportamentali e i fenomeni di regressione,
  • la depressione si insinua in quelle stanze chiuse in cui il mondo dei nostri figli si è concentrato,
  • fa capolino lo stress, mentre la mancanza d’aria e di moto fisico non aiutano.

 

Anche i giovani e persino i bambini incominciano a soffrire di deprivazione del sonno, i disturbi del sonno dipendono dalla compressione della vita intera in spazi limitati:

  • meno luce,
  • meno aria,
  • meno endorfine,
  • meno adrenalina, ma più paura, angoscia e sensazione di impotenza (a tutti noi pare che questa situazione non finisca mai).

A ciò va sommata la ridotta interazione con i pari e l’impossibilità di entrare in relazione fisica con le esperienze del mondo.

 

I danni della Dad sui bambini e i ragazzi: mesi senza scuola, senza attività sportive, senza relazione con i compagni di classe e gli insegnanti, è una generazione in sofferenza.

 

Ciò che preoccupa massimamente sono i danni dell’ isolamento sociale sui bambini e sui ragazzi, soprattutto se ne teme l’onda negativa nel lungo termine.

 

Con l’interruzione delle lezioni in presenza i ragazzi e le famigli hanno ottenuto certamente una tutela sanitaria, ma è stata spezzata la routine funzionale alla costruzione psicologica e identitaria dell’individuo adulto.

E il senso di smarrimento che pervade i bambini e i ragazzi dipende largamente da questo: è venuta a mancare l’alternanza tra la casa e i diversi luoghi formativi in cui i giovani facevano pratica di responsabilità e autonomia affinando la loro personalità.

 

L’Italia non ha messo in pratica le cosiddette bolle sociali. E’ di queste ore la notizia che lo psicoterapeuta dell’età evolutiva Alberto Pellai, medico e ricercatore dell’Università di Milano, ha proposto i gemellaggi familiari per vincere l’isolamento dei bambini.

 

Ogni famiglia dovrebbe gemellarsi con un’altra che abbia bambini o ragazzi della medesima età, questa la proposta di Pellai. Firmando un patto di corresponsabilità, le famiglie gemelle si farebbero carico di mantenere comportamenti corretti e anti-coviD a reciproca tutela e col fine ultimo di liberare i figli dai pericoli dell’isolamento.

 

I bambini e i ragazzi potrebbero giocare insieme, incontrarsi, avere usuali spazi di scambio e condivisione, dentro questa bolla potrebbero sperare nel futuro e vivere una normalità troppo preziosa per essere perduta.

 

Che impatto hanno l’isolamento e la chiusura delle scuole sulla vita dei bambini e degli adolescenti?

 

La sovrapposizione casa – scuola, con la seconda che diventa intrusiva, ha determinato una forte sensazione di smarrimento nei bambini e nei ragazzi: i giovani soffrono una perdita dei confini della loro privacy.

Con le attività quotidiane tradotte in DaD, quegli spazi vitali che potevano compensarsi si confondono perdendo la loro identità, se non addirittura la loro funzione. Andare a danza, per esempio, era liberatorio, la sala accoglieva le bimbe e le ragazze, come luogo di sfogo; andare a calcetto rappresentava per i maschietti la medesima opportunità di evasione.

Ora la stanza è solitaria, il computer è ridondante e molte attività sportive non si prestano nemmeno alla DaD.

 

La coercizione davanti allo schermo e negli stretti spazi della casa o della camera determina una stanchezza fisica ed emotiva.

Alcuni bambini e ragazzi soffrono anche di senso di inappropriatezza e incapacità che si fa tanto più insistente quanto maggiore è la pretesa sociale di una autonomia di gestione del mezzo tecnologico che non tutte le famiglie e non tutti i giovani hanno.

 

Ci sono ancora studenti in DaD davanti al piccolissimo schermo di un telefonino, il che rende molto più complessa e faticosa la loro partecipazione scolastica. Ma rappresenta lo specchio di una condizione culturale: l’Italia non era pronta a questa digitalizzazione forzata e immediata, scuola e famiglie si sono dimostrate largamente impreparate.

 

Una grande parte della crescita dei nostri figli avviene attraverso il corpo: la perdita totale delle esperienze fisiche (quindi tattili, olfattive, uditvie naturali, di interazione e implicanti l’uso del corpo, come le abbiamo descritte già in apertura) rappresenta una deprivazione all’esperienza umana.

Un bambino chiuso in una stanza è un bambino esposto al fattore di rischio dell’isolamento e può andare incontro a disturbi d’ansia determinati dalla impossibilità a relazionarsi con gli altri e col mondo. Questo è un fatto!

 

Senza contare che agli studenti è stata tolta la possibilità di confrontarsi con i saperi attraverso quelle prove importantissime che sono le interrogazioni in presenza, le verifiche e gli esami. E qui non si ha riguardo solo alla competenza o solo alla scuola (pendiamo agli esami di ballo o di arti marziali).

 

Qui si pensa tanto più all’emozione che queste prove suscitano:

  • la paura,
  • la gioia del voto gratificante,
  • l’impegno preparatorio,
  • la resistenza alle frustrazioni.

 

Che ne sarà di questi ragazzi quando la vita li metterà davanti alle prove più dure senza che abbiano potuto misurarsi con le piccole sfide inter-relazionali della loro età?

 

Rischi fisici legati alla DaD e all'isolamento.

Rischi fisici legati alla DaD e all’isolamento.
Diritto d’autore : Alexdon24 ©123RF.com

Quali sono i rischi fisici conseguenti alla DaD prolungata nel tempo?

 

La sedentarietà e il connesso rischio di obesità sono tra le prime preoccupazioni degli esperti. Pensate che è andata perduta l’attività motoria a scuola, ma persino quella attivazione motoria banalmente rappresentata dall’atto fisico di raggiungere la scuola al mattino (e sono moltissimi gli studenti che affrontano tratti a piedi per arrivare a scuola).

 

L’esposizione prolungata agli schermi può dare problemi agli occhi, aggravare condizioni patologiche o scatenare disturbi; può danneggiare i ritmi sonno – veglia a causa degli impulsi artificiosi della luce a cui i nostri figli non erano abituati prima,  quantomeno non erano avvezzi a una così lunga esposizione.

 

Aumentano le emicranie, legate, appunto, all’esposizione visiva prolungata agli impulsi dello schermo; aumentano anche la spossatezza e l’apatia.

 

I danni della DaD: disagi fisici e psicologici.

I danni della DaD: disagi fisici e psicologici.
Diritto d’autore: Racorn ©123RF.com

 

Quali comportamenti nei bambini e negli adolescenti possono indicare un disagio psicologico?

 

Bambini di tutte le età, possono manifestare il loro stato d’ansia e l’accresciuto stress con atteggiamenti di:

  • rabbia,
  • opposizione,
  • chiusura in se stessi,
  • aggressività,
  • silenzi invincibili.

 

I bambini al di sotto dei sei anni di età possono manifestare:

  • regressi (come il bisogno di tornare a dormire nel lettone),
  • enuresi notturna,
  • incubi,
  • disturbi del sonno.

 

Fate attenzione anche alle somatizzazioni che possono manifestarsi a qualunque età e rappresentano importanti campanelli d’allarme:

  • sfoghi cutanei,
  • emicranie,
  • astenia,
  • senso di pesantezza sul petto,
  • mal di stomaco.

In presenza di questa sintomatologia non supportata da cause cliniche abbiate cura di avere particolare attenzione alla salute emotiva dei bambini e dei ragazzi.



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